Taglio dell'erba per gli animali del podere

Taglio dell'erba per gli animali del podere

domenica 14 luglio 2013

Il Giugno più lungo: tra l'orto ed i campi è "tutto un rombo"

"Voi contadini non siete mai contenti: quando piove volete il sole...quando c'è il sole volete la pioggia!"
Credo che se avessi un euro per tutte le volte che questa frase si è incastrata nelle mie orecchie, oggi riuscirei a comprarmi un trattore nuovo.



E come volevasi dimostrare anche Giugno non si è smentito, ed in linea con l'annata, mi ha fatto tribolare non poco.
Pioggia, caldo, sole, freddo...e la prima quindicina di giorni era da impazzire: una sera abbiamo perfino acceso il fuoco nella stufa tanto erano abbassate le temperature.
Il latte accagliava male, alcuni salumi mettevano il pelo (muffa tipica dei periodi particolarmente piovosi), a letto si teneva ancora il coltrone, nella vigna l'acqua rimpozzava... 
Ma che ve lo dico a fate: tutti abbiamo visto cosa accadeva nei primi giorni di giugno.
Ed intanto però la campagna reclamava i suoi lavori, ed io mi bagnavo sul trattore, non riuscivo a finire un lavoro e mi consumavo le unghie nell'attesa di riuscire a combinare qualcosa di buono.
Poi un bel giorno ha smesso di piovere, e da lì è iniziato l'inferno: dall'alba al tramonto sempre fuori, saltando dal trattore alla stalla, dall'orto alla vigna, dai recinti al fienile.
A raccontarlo pare buffo anche a me, ma giuro che non avevo mai lavorato così tanto come nell'ultimo mese e mezzo...e non è ancora finita.
Cercando di dare la priorità alle scadenze "scadute" da tempo, mi son messo l'anima in pace ed ho dovuto raggiungere un grande compromesso con le mie regole sull'utilizzo del trattore: il ritardo mi imponeva di lavorare con questo, dovendo così rinunciare ad alternative certamente più ecologiche.
Prima la trinciatura del campi: dopo la concimazione e l'aratura dello scorso settembre la pioggia non mi aveva permesso di effettuare alcuna semina, e sempre la pioggia non mi aveva permesso di sovesciare a fine inverno con l'erpice a dischi.
Mi sono trovato quindi ad affrontare giugno con i campi lavorati a metà e con tantissime erbe spontanee da gestire o eliminare, ma la falciatura per fare del fieno era cosa assai ardua (vista l'irregolarità del terreno lavorato) e ho dovuto rinunciare a sfruttare tutta quell'erba.
Il trinciasarmenti è stata quindi l'unica alternativa, e per una settimana intera non ho fatto altro che trinciare: mi duole averlo fatto, ma ammetto che era l'unica possibilità.
Poi ho approfittato di altre pioggiarelle per tentare di rompere al meglio quella suola durissima che si era creata sulla superficie della vecchia aratura: il terreno tendenzialmente argilloso, dopo mesi e mesi di pioggia, si era solidificato come marmo all'arrivo del caldo di giugno, e se non fossi intervenuto subito sarebbe stato impossibile lavorarlo (con i miei mezzi) a settembre.
Il ripuntatore mi ha aiutato in questo, ed ho così rimandato il problema a fine estate quando dovrò lavorare nuovamente e finalmente (e CATEGORICAMENTE) seminare.
La vigna ha sofferto molto, e la poltiglia bordolese (rame e calce) ha prevenuto per quando possibile l'insorgere della Peronospora: ho fatto trattamenti piuttosto leggeri ed ho contenuto al meglio i problemi nelle zone che si erano ammalate.  Ma Peronospora in prefioritura, peronospora in fioritura, peronospora in allegagione e peronospora sul grappolo...è comunque cosa da provare per credere!
Ma l'uva c'è, e il caldo di questo inizio luglio ha definitivamente aiutato il mio ultimo trattamento a cicatrizzare le parti malate e a dar modo alla pianta di avere respiro.
Le viti sono comunque gialline ( per le piogge insistenti), ed in questi giorni attendo l'Oidio: son sicuro che alla prima giornata di tramontana si presenteranno le prime macchioline...giusto per non farmi rilassare troppo.
Insomma, la vigna quest'anno è un gran tribolare (affannarsi), ma sono ottimista e riuscirò a fare un buon raccolto.
Il terreno nell'Uliveta è stato finalmente trinciato (come da consuetudine), e le piante si presentano cariche di olive: se l'estate decidesse di non essere siccitosa come la precedente e se in autunno cadesse qualche goccia d'acqua potrebbe essere un annata record in fatto di quantità.
Problemi con la frutta quest'anno non dovrei averne...visto che è proprio la frutta a mancare: ricordo mia moglie che la scorsa estate mi diceva "compra lo zucchero che c'è da fare la marmellata di albicocche" oppure "cogliamo le pere" oppure "servono barattoli per le ciliegie": quest'anno non ho di questi "problemi", e le piante sono spoglie di frutta (e questo non è un bene per la dispensa e quindi per la nostra autosufficienza).
Poi viene l'orto, che come dice il detto "vuole l'uomo morto", e il progetto dell'anno: riuscire a fare un orto con colture in consociazione al 100% e scadenzate in modo da avere da fine maggio a tutto settembre una produzione piuttosto costante, ricca ed alternata.
Orto 2013: colture a scalare in consociazione.  Da sinistra verso destra la differenza delle coltura è di circa un mese.

Devo dire che sino ad adesso abbiamo avuto belle soddisfazioni, e fatta eccezione per la Simpatica istrice che in una nottata si è mangiata metà patataio, abbiamo avuto interessanti risultati.
Alcune delle pochissime patate snobbate dall'istrice: si notano sui tuberi i graffi fatti dall'animale per estrarle dal terreno 

Ma quanto lavoro...prima lavora la terra, poi affinala, poi trapianta, poi stendi le manichette per l'impianto di irrigazione, poi pacciamatura a paglia per tutto, poi metti i tutori e le canne.  Meno male che mia moglie mi ha aiutato, e senza di lei non sarebbe stato possibile avere questo bell'orto sotto casa.
Esempio di consociazione tra zucche (del pellegrino, turbante, frisco, marina di chioggia), mais (granello piccolo) e zucchini (fiorentini).
Le piante sono alternate, pacciamate con paglia di grano tenero, ed irrigate con manichette.
La foto è stata scattata nelle ore più calde ed è evidente lo stress da alte temperature, ma ogni mattina una copiosa fioritura colora di giallo l'orto.

Poi c'è stato il fieno...e che fieno!
Il martedì ho falciato tutto, il venerdì ho ranghinato, il sabato pressato e la domenica tolte le presse dai campi.
Il risultato: 433 presse (di 28 kili di media):  più di 121 quintali di provviste sono un bellissimo traguardo per dei campi vecchi come i miei.
Devo dire che ad aiutarmi, oltre che moglie e babbo, ho avuto anche due amici, e questo mi ha permesso di svolgere tutto il lavoro con velocità e serenità.  Sono stato uno dei pochissimi agricoltori a non avere avuto il fieno bagnato dalla pioggia.
Come spiegai lo scorso anno, la fienagione è paragonabile alla vendemmia o alla trebbiatura: le aspettative di un anno sono concentrate in pochi giorni, e sino a che il fieno non è stato stivato (o l'uva è in cantina o il grano nel granaio) non siamo tranquilli.
Per quanto riguarda gli animali non ho molto da dire: nel pollaio i pulcini crescono sani e forti, e altre due chiocce stanno covando (quest'anno sono 5 le chiocce che hanno covato sino ad oggi), e sicuramente l'annata sarà migliore della 2012.
La volpe, altro simpatico animale amico dell'istrice di cui sopra, ha fatto danno, e il suo bottino è arrivato a 2 galline (che facevano le uova) e ad una bella tacchina (che si apprestava a covare per la seconda volta quest'anno).
Io mi arrabbio sempre molto, ma poco posso fare per gestire questa cosa: le galline devono pascolare, e la volpe sa che ha la possibilità solo durante il giorno...e la sfrutta.  Il cane, che abbaia anche per una lucertola, poco mi aiuta in questo, e tutto fa parte di un grande compromesso che ho fatto con la campagna (anche se ripeto che le scatole mi girano per davvero).
I maiali crescono, e a breve ne arriveranno di nuovi: in questo periodo li alimento con pastoni di semola, pane e verdure al mattino, e con farina d'orzo e favino alla sera.
E' importante che abbiano sempre molta acqua a disposizione, in modo che oltre a bere possano farsi i bagni di fango che li aiutano a contrastare la calura estiva.
Le capre paion tutte gravide tanto sono grasse, e l'aver saltato un'annata di capretti le ha rafforzate non poco: il nuovo becco per adesso cresce e lo tengo separato, ma a fine luglio/inizio agosto lo metterò nel branco e sarà poi la Natura a decidere il resto.
Sto ancora mungendo una capra, ma la produzione giornaliera si è praticamente dimezzata nell'ultimo mese, e credo che per metà agosto terminerò con la mungitura mandandola in asciutta.
Come ogni inizio estate i gattini abbondano nella baracca e nel fienile, e le gatte allattano in ogni luogo: per prendere una pressa di fieno capita spesso di dover fare la gincana fra questi batuffoli saltellanti.


"Bella la campagna di giugno, come ti invidio!"
Altra frase che mi sento dire sovente, ma io rispondo sempre: "Vieni a rizzare le presse mezza giornata, e vedrai come ti passa quest'idea dal capo!"
La campagna è bella, ed io sono il primo a dirlo, ma...provare per credere: i profumi ed i colori sono meravigliosi, l'orto è rigoglioso e la Natura tutta è nel suo pieno vigore, ma...c'è da lavorare gente, e manco poco.
Penso al camino acceso e alla neve, ma intanto fuori casa sono 34° e...
...e noi contadini non siam mai contenti!





8 commenti:

  1. Bel racconto di vita campestre "un quadro"

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    1. Grazie mille, cerco sempre di scrivere per come vedo e penso le cose.
      Ciao
      A.A.

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  2. è un piacere leggerti, sembra di essere in campagna :)

    sì, non ne va una dritta, i soliti problemi che si trasformano da un anno a l'altro, per mille lavori solo cento ne va bene.
    ciao!

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    1. ...anche a me mi sembra di essere in campagna...
      :)
      A.A.

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  3. Piove e fa freddo e ci si ferma ad aspettare , ma quando esplode l'estate si paga l'attesa ed "inizia l'inferno".
    O meglio un purgatorio solo perchè non si fa questa fatica per dovere, ma per il piacere (?!) .
    Racconti molto bene la vita di chi fa un lavoro legato all'ordine disordinato della natura e ci regali delle "pietre" di saggezza.

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    1. Ci sono due modi di dire molto legati alla faccenda: il primo dice che "In campagna è tutto un gran tribolare", ed il secondo dice che "fare e disfare è tutto un lavorare".
      La campagna è così, e che si tratti di passione...di lavoro...o di entrambe le cose (il mio caso), ci si deve sono adeguare a quello che la Natura ha in serbo per noi, e cercare di coadiuvarla ed interpretarla al meglio.
      Sul concetto di "al meglio" c'è poi una lunghissima diatriba tra noi contadini, ma intanto il lavoro non è certo poco e non avremo mai l'ultima parola sulle stagioni, la pioggia o il sole.
      Ciao
      A.A.

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  4. Ciao, ti leggo da qualche giorno e provo una grande empatia per quello che fai. Sono cosciente che la fatica sia tanta, e qualche volta anche lo sfinimento, ma da quello che scrivi mi sembra che alla fine di tutto è lì che trovi il riposo dell'anima, una cosa che ormai la maggior parte delle persone ha smesso di cercare. Invidio (nel senso buono) il coraggio e la determinazione con cui prosegui lungo questa strada; e li leggo come un chiaro segnale di speranza...

    Per caso, tempo fa, ho letto di un sito in cui agricoltori e aspiranti tali hanno modo di incontrarsi in uno scambio reciproco: chi sa insegna, e chi non sa aiuta nel lavoro per imparare a fare. Forse potrebbe tornarti utile; nei momenti di maggiore impegno potresti trovare un aiuto gratuito e magari anche gratificante. Te lo segnalo: www.wwoof.it. In bocca al lupo per tutto.

    Vincenzo

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    1. Ti ringrazio molto per le parole di apprezzamento, ed ancora di più per il buon consiglio.
      Prenderò seriamente in considerazione tale possibilità, e poi magari ne riparlerò proprio nelle pagine di questo blog.
      Grazie
      A.A.

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