Taglio dell'erba per gli animali del podere

Taglio dell'erba per gli animali del podere

venerdì 25 novembre 2016

E tra un mese sarà Natale

Mentre le giornate trascorrono appoggiate su riflessioni tipo "adesso avrei dovuto fare", oppure "sto perdendo troppo tempo", sembra che io abbia perso completamente la capacità di adattarmi allo stare fermo.
Sembra lontano anni luce quell'entusiasmo del "saper recuperare"; quello spirito che sempre mi ha spinto ha trovare stimoli in ogni cosa (anche negativa) che mi capitava.
E più che di pessimismo, parlerei di una fase di "galleggiamento", come uno zatterone rassegnato che galleggia e scivola a valle.
Le giornate trascorrono lente, e fuori dalla finestra tutto continua a muoversi anche senza di me, seppur io sia reclamato dal Mondo che mi appartiene.
Ho promesso di starmene buono, di aspettare quanto debbo, e di non strafare mai: so mantenere tale promessa, ma...ma fuori il mio Mondo mi chiama e non posso far finta di non sentire.
Piove, e ripiove sulle pozzanghere.
Il campo seminato a prato, che tanto tempo e denaro mi è costato, adesso è rigato da decine di rigoli e ruscelli che lo hanno indelebilmente segnato: la terra fresca di semina non ha saputo reggere all'impeto di tanta pioggia, ed ha ceduto al passo dell'acqua che abbondante si accumulava per scendere a valle.
Il seme, oramai lì perso, è andato chissà dove, affogato e trascinato vero altri fossi, a marcire, a divenire cibo per uccelli, o a rinascer come prato chissà dove.  Spero almeno che quelle fioriture possano giovare alle api di chissà chi.
La prossima estate, dopo aver falciato, dovrò necessariamente riseminare e rilavorare la terra proprio dove oggi il terreno si presenta rugoso.
A valle i cinghiali hanno deciso di guastarmi la festa, ed in due notti hanno distrutto una buona parte del lavoro: certamente una scrofa con i suoi porchetti, non curante delle mie necessità, ha banchettato rivoltando tanto di quel terreno da far rabbrividire una ruspa di cava.
Il recinto elettrico, messo in soccorso all'ultimo momento, potrà FORSE arginare il problema.
Due giorni fa una capra ha abortito, ed un'altra sie è sentita male al pascolo e non è ancora rientrata: certo di averla persa, mi preoccupo per le altre, cercando di capire se e cosa io possa fare per evitare altri problemi.
I lavori all'aperto aspettano la salute mia e quella della stagione, mentre il trattore deve ancora essere riparato, e l'orto invernale oramai è solo un sogno svanito.
Senza sgomento, con pragmatica lucidità, valuto quotidianamente quello che c'è da fare, e delego, dando direttive a chi mi sta aiutando in questo momento, accettando di buon grado quello che viene senza fare le pulci al prossimo.
La legna, segata e stivata, abbonda nella legnaia: se magari ritornasse il freddo potrei anche usarla...
Mia moglie, che mai come in questo periodo devo ringraziare, fa di tutto per rendersi utile, e si ingegna...si stanca...e si lancia nei lavori che erano miei, senza mai un diniego.
Il mio stare fermo uggia perfino nel sognare, e la notte fantastico di essere nella macchia o sul trattore, ma ho sempre una catena legata al piede che mi impedisce la libertà.
Questa notte ho sognato di tagliare la catena con delle cesoie, e solo per un attimo riuscivo a salire sul tetto della casa ed a guardare i campi dall'alto.
Mi son svegliato soddisfatto dell'impresa, e la mattinata da subito è apparsa più leggera.
Piove, e ripiove sulle pozzanghere, mentre il vecchio cane ronfa davanti al camino, bloccato dai dolori alle zampe, ma sempre scodinzolante.
Le stampelle adornano ogni attimo della mia vita, mentre la casa è calda e tra un mese sarà Natale.
Penso ai regali da fare, penso all'albero da trovare, penso agli addobbi...ed allora sorrido.








sabato 12 novembre 2016

Stampelle ed acquazzoni

Piove...
...ed ancora piove sui campi fradici.
Piove senza sosta, come se non dovesse più smettere, mentre le olive gonfiano e si caricano d'acqua, mentre le castagne marciscono sotto le foglie gialle, mentre le galline bianche sono oramai indecentemente coperte di fango scuro.
Piove, ed il sollievo del camino acceso non basta a placare il disagio di tutto il resto.
Dal lucernario della sala picchia la grandine, poi un tuono, un altro.
Come per un'abbuffata del piatto preferito, anche per questa pioggia oramai sono allo stremo, nauseato ed oltremodo sazio.
Le stampelle m'impediscono di avventurarmi nel quotidiano, ed è mia moglie che si fa carico di tutto: legna da portare in casa, animali da accudire mattino e sera, cani da separare (la femmina è in calore ed il maschio...vive il proprio delirio)...ed ancora tutta l'azienda sulle sue spalle.
Se mi fossi fatto male due mesi fa sarebbe stato molto peggio.
Se fosse accaduto in maggio/giugno avrei dato fuori di testa.
Adesso mi tocca accettarlo, vivere questa convalescenza con il magone del "non poter fare", cercando di accondiscendere le voglie di una moglie esausta: questa sera una minestra di patate bollente è bastata a farle ritornare il sorriso.
Piove, mentre scrivo, e pare che le nuvole siano decise a sfogare chissà quanta rabbia sopra le nostre teste.
E' Novembre, e tra le stampelle e gli acquazzoni, il tempo trascorre malinconico sotto lo sguardo di un leone in gabbia.

sabato 29 ottobre 2016

Ritorna l'ora solare...e tutto sembra più "Naturale"

Sono perfettamente consapevole che quanto sto per dire non incontrerà il consenso dei più...
...ma come sempre io son qui per dire la mia, e poi ascoltare la ragione altrui.

RITORNA L'ORA SOLARE.
Infatti da questa notte, la notte tra sabato 29 e domenica 30 ottobre, le lancette si sposteranno indietro di un'ora.
Cosa vuol dire tutto questo?
Vuol dire che questa notte, chi non ha impegni "solari", dormirà un'ora di più.
Per chi ha invece impegni "solari" le cose cambieranno.
I galli inizieranno la gara di canto alle 5:30...la mezz'ora canonica prima dell'Alba.
Alle ore 6:00 albeggerà, ed a partire dalle ore 6:30 le capre inizieranno a sgolarsi a furia di chiamarmi per il governo mattutino.
La giornata alle 7:00 sarà belle che iniziata, e tutto slitterà indietro di un'ora...proprio come le lancette questa notte.
Ma alla sera, invece che governare gli animali alle 18:00 (come ho fatto oggi), inizierà a governarli alle 17:00.
Poco a poco, nei prossimi due mesi, le giornate si accorceranno sino a posticipare il governo mattutino alle 7:00 e quello serale alle 16:00.  Quello sarà il momento in cui le ore di giorno saranno al loro minimo, e quello sarà il momento in cui FINALMENTE arriverà il tanto agognato e sospirato riposo.
La moglie riprenderà con i suoi lavori a puntocroce (ci son le tendine nuove da fare), e con la lettura dei suoi libroni.
Il cane ronferà davanti al camino...molte più ore di quanto non faccia già adesso.
La gatta si appollaierà sul ventre della moglie, impastando il pane e lasciandosi grattare.
Ed anche per il sottoscritto il camino, il libro e della buona musica allieteranno le ore del pre-cena.
C'è chi c'ha il calcetto, c'è chi c'ha il bar, c'è chi colleziona, chi costruisce, chi chatta, chi esce a passeggio per il paese...e c'è chi aspetta l'ora solare per riappropriarsi di quella Calma di cui tanto necessita.
Quella Calma che, la Natura stessa con le ore di buoi, imporrà a tutti: e se i cavalli e le capre dormiranno, e se sarà buio per lavorare i campi, e se il freddo aumenterà, allora...solo allora, ci sarà Calma anche per me.
Prendetela con filosofia, non lasciatevi deprimere da questo piccolo/grande cambiamento, siate sereni, e ricordate che la vita Solare ha un suono assai più romantico e "Naturale" della vita Legale.
Ed appunto, RITORNA L'ORA SERATE...E TUTTO SEMBRA PIU' "NATURALE".

lunedì 24 ottobre 2016

Orto inaspettato

24 Ottobre, ed andare nell'orto si rivela una sorpresa.
L'ondata di freddo di due settimane fa ha letteralmente ammazzato le piante di pomodoro, che tante e cariche, continuavano a colorare l'orto ed i vasetti di conserve, pezzettoni e pelati.
Così, da un giorno all'altro, i fusti son divenuti marroni, le foglie si sono accartocciate, ed è finito il periodo del pomodoro.
I frutti, tanti e pendenti, si sono letteralmente raggrinziti, riempiti d'acqua e poi spaccati sotto la violenta e continua azione delle cimici.
Per me l'orto era finito, ma...
Ieri, dopo giorni in cui non vi andavo, con mia moglie ho deciso di andare a ripulire, e:
- le piante degli zucchini fiorentini, oltre ad avere tutte ancora bellissimi zucchini (carichi di clorofilla ma sanissimi), offre una bella fioritura, ben gradita dalle api che sono ritornate nell'orto per l'occasione.
- le piante di melanzane fiorentine, oltre che ad avere ancora melanzane (piccole) in via di maturazione, continuano a fiorire...ancora.
- il sedano, sapientemente ripulito da mio padre, e rincalzato con abbondante paglia, svetta verde e profumato come se fossimo in maggio inoltrato.
- le piante di peperone pescarese sono cariche di frutti che non riusciranno mai ad andare a maturazione, ma che sono comunque ottimi da fare sottolio o in umido.
- le bietole sono riscoppiate dai tagli estivi, e crescono lucide e croccanti.
- i peperoncini piccanti, che come palle di natale, colorano tutto quel verde.
- ma su tutti, le verze, messe a dimora lo scorso ottobre (il 2015), hanno vissuto e dormito per quasi un anno, salvo poi esplodere in palle grandi e perfette, pronte per essere cucinate.
E non ultimo, come di consuetudine in questo periodo, la famiglia di Mazze di Tamburo (da noi chiamate Pupole) sta crescendo in prossimità dei cipressi.
Un orto strano, improbabile quasi, dove le cicorie vernine e le insalatine trapiantate due settimane fa rimangono in secondo piano per continuare a dare risalto a delle irriducibili ed instancabili piante del passato maggio.
Guardando il ciliegio, che ancora non accenna a perdere le foglie, e l'erba grassa e verde che affolla ogni angolo intorno al Podere, mi vien da pensare che possa esserci il rischio di un nuovo Diversamente Inverno, proprio come lo scorso anno.
Sono supposizioni...supposizioni pari a quelle di inizio mese dove i pettirossi mi facevano sperare al freddo (arrivato solo due-tre giorni dopo).
Il camino intanto continua a bruciare, ma la legna fa condensa, ed il tiraggio non è dei migliori: lo scirocco, bestiaccia.
La legna lungo il ginestraio è stata tagliata, e presto potrò riappropriarmi di quel campo "che fu" e che presto farò ritornare.
Le olive, poche ma comunque buone, stanno regalando un'olio molto amaro e piccante: leccino (25%), pendolino (5%) e moraiolo (70%).
Le castagne giacciono in terra, in attesa che riesca a trovare il tempo per raccoglierle.
I prati saranno seminati in settimana.
L'Autunno procede...

lunedì 10 ottobre 2016

Il primo fuoco

Sapevo che si trattava di una questione di giorni...di ore.
Lo sentivo nel profumo pulito che il vento portava, in quella sensazione di pelle meno grassa, nelle labbra che iniziavano a tirare ai lati.
Ed è arrivato immancabile il momento di accendere il promo fuoco.
Un pugno di sterpi, due tavolette incrociate, ornello, carpino e castagno: in un attimo la casa si è riappropriata del "suo odore", mentre il crepitio faceva da cornice alle fusa della gatta, ed allo stiracchiarsi del cane.
All'unisono i due animali di casa si son destati dai propri giacigli, e son venuti come magi alla culla a vedere quella danza di fiamme.
Compiaciuti, tanto quanto il loro "padrone", osservavano in silenzio quei riflessi rossi e quel gioco di ombre, mentre tutto il resto della casa era affogato nel buoi della sera.
Il primo fuoco, a scaldare la casa e l'animo di chi la abita.
Meglio di dieci televisioni, la serata si è conclusa con dell'ottimo divano, un sussurro di grappa, ed i sorrisi di mia moglie, compiaciuta quanto il resto dei presenti.
Son bastati 3 ciocchi per allietare una serata partita con troppa stanchezza arretrata e troppi pensieri per l'indomani.
Meglio di dieci televisioni...

lunedì 3 ottobre 2016

Il primo Fresco

Stamani non riuscivo a svegliarmi.
E' strano che accada, ma proprio non ce la facevo a tirarmi su, nonostante avessi ben sei ore di branda nella schiena, e la sveglia non avesse suonato così presto (erano le 6:15).
Non ce la facevo, mi giravo e rigiravo, mentre mia moglie preparava la colazione, e si lavava nel bagno.
Sentivo la pancia fresca, reduce di una notte troppo scoperta, e le gambe parevano tronchi di legno.
C'era da svinare il bianco, c'era da andare in città, c'era da farne troppe per la poca voglia ed il tanto sonno.
Lei mi chiamava, sempre gentile, ma con un'insistenza crescente, e quel suo tono mi richiamava (amabilmente) ai miei doveri: "E' tardi, fa giorno!"
Poi il silenzio, il fischio del bollitore sul fuoco, rumore di tazze, la biscottiera aperta, la sedia strusciata sul pavimento, silenzio, e poi... "Sono arrivatiiiii...ci sono i Pettirossi nell'ortoooo."
Come una molla scattata dietro la mia schiena, mi è passato tutto (sonno, svogliatezza e intorpidimento) e mi son tirato su facendo esplodere la copertina che ancora mi ricopriva.
Sono "entrati" i Pettirossi, e subito uno sguardo al cielo a scorgere qualche fringuello, se non addirittura qualche Tordo Bottaccio.
E' ufficialmente arrivato il primo fresco, ma sino a quando il Pettirosso non verrà  a battere alla porta (o alla finestra) non arriverà il freddo (quello serio).

mercoledì 28 settembre 2016

Ed è Autunno...

Non piove da una settimana ed il cielo, terso sino a ieri, oggi racconta che presto ritornerà a piovere.
Le foglie iniziano a prendere il giallo, ed il vento porta odore di bosco (solo appena) e di terra pronta.
C'è fermento nella campagna, e tutti stanno correndo con le semine e le vendemmie.
La ruspa nella collina di fronte ha ripreso a scavare e riorganizzare la terra, mentre il vicino corre con la sua semina dei suoi prati e fa andare il vecchio trattore ben oltre le ore di luce.
La notte è fresca, e le maniche corte presto spariranno per lasciare spazio a qualcosa di più caldo: questione di giorni...di ore.
Ieri sera il primo "odore di fuoco", ed un rigo che saliva da un podere più a valle: la prima accensione delle stufe/camini è quindi arrivata per qualcuno.
Quel bicchier di vino alla sera non è più un dissetante ma già fa da corroborante, e l'acqua nelle tinozze al mattino inizia ad essere fredda e noiosa per le mani.
L'odor di "Amore di Becco" condisce l'aria intorno al podere, mentre le galline spiumano "a freddo", preparandosi per ciò che sarà.
Un attimo solo, e l'ultimo garrire di rondine mi fa guardare sopra il tetto: sono partite questa mattina lasciando spazio agli storni, alle tortore ed ai merli.
Sta finendo Settembre, ed è Autunno...

domenica 18 settembre 2016

Tra un temporale e l'altro si prova a vendemmiare

Condurre la propria azienda con metodo di Agricoltura Naturale vuol dire avere ben pochi mezzi per contrastare le conseguenze della stagione.
Nessun coadiuvante chimico, tanto in vigna quanto in cantina, per cercare di contrastare gli effetti della stagione...
...vivere col naso all'insù, sempre a guardar venti e nuvole, ad interpretare l'andamento climatico, e ad azzardare previsioni.
I dolori alle ossa...e certamente il meteo online, divengono fedeli alleati del sottoscritto e della propria famiglia.
Sole, tanto, nell'inizio del mese...tanto a parere un continuo di Agosto, con le prime verietà da vendemmiare assai pronte e con potenziale alcolico elevato.
Ma presto è arrivata la pioggia, certamente aspettata e desiderata, e questa ha dato un discreto cambio di ritmo alla vendemmia, rendendo il tutto più lento e delicato.
Ed ecco che negli ultimi giorni sono arrivati i temporali settembrini, immancabili da qualche anno a questa parte, ma con loro è arrivata anche la grandine.
La grandine, bastarda sempre, a questo punto è una vera e propria mannaia sul collo dell'uva: i grappoli pronti devono essere vendemmiati assai velocemente, ma quelli ancora indietro sono così esposti ai marciumi acidi che non tarderanno a presentarsi.
Già perchè i grappoli dell'uva, colpiti dai chicchi di grandine, si schiantano, aprendosi all'aria e facendo partire delle microfermentazioni che portano lo zucchero presente a divenire aceto (detto proprio in due parole...per intenderci).
E si capisce che, chi in cantina usa polveri e polverine, può anche permettersi di vendemmiare così l'uva, ma chi come me...come noi questo non lo prevede, tutto cambia.
Il caolino e la bentonite (argille fini) potrebbero essere soffiate con 'impolveratrice (la zolfatrice) nei filari, al fine di accelerare quel processo di asciugatura del grappolo che ridurrebbe il rischio di questi marciumi acidi...ma se continua a piovere questo non servirebbe a nulla...e la vigna è attualmente impraticabile.
Ed allora che si fa?
L'immagine bucolica del contadino spensierato col filo d'erba in bocca prevederebbe un epilogo romantico...
L'immagine dell'Agricoltore Anacronistico prevede ancora moccoli su moccoli (imprecazioni), attesa, preoccupazione, con la certezza che ci saranno compromessi da fare per eventuali rinunce.
Intanto per la prossima settimana sono previste sporadiche pause dalla pioggia, e queste serviranno per comprendere se e quanto l'uva sia ancora in grado di reggere ad altre acquate, visto che il rischio marciscenza c'è anche per quelle uve non colpite dalla grandine: l'acqua gonfia il chicco, e la pelle di questo ad un certo punto cede, lasciando che si creino lacerazioni e facendo entrare l'aria...il resto della storia lo conoscete.
Per fortuna che si guarda sempre al domani, e qest'anno la raccolta delle olive sarà velocissima:la siccità estiva, la mosca dell'olivo e adesso la grandinata ci ha alleggerito notevolmente l'impegno, lasciando (ad oggi) un quarto delle olive sulla pianta.
Non credo di avere molto da aggiungere a tutto questo: aspettare, con il naso all'insù, e correre ai rimedi, tra un temporale e l'altro.

lunedì 29 agosto 2016

Agosto: Non aver mai bisogno...

Impressione di un Agricoltore che mal sopporta il caldo, la confusione ed i disservizi.
Impressione di un Agricoltore che con Agosto ci litigava anche da bambino.

Impressione di un Agricoltore che quest'anno, dopo molti anni, è andato al mare in un paio d'occasioni.
Impressioni di un Agricoltore che ha perennemente il giramento di scatole e scatoloni quando gli chiedono: "Ma perchè non ti fai due belle settimane di ferie in Agosto?"


Ed Agosto se ne va...
tra i dodici, lui, il mese che più mi fa arrabbiare.
Arriva dopo il caldo, e se ne va lasciando il caldo.
Arriva, e subito pare volerti dire: "Adesso non avere fretta, non rompere le scatole, adattati pretendendo poco da me. Posso far poco se il fratello luglio non si è impegnato abbastanza. Posso far poco se il fratello Settembre non saprà impegnarsi abbastanza! Son nato per le ferie io, mica per il Lavoro!"
Arriva, e tutto viene vissuto a rallentatore...
Non aver mai bisogno di un permesso in comune...
Non aver mai bisogno di una consulenza tecnica...
Non aver mai bisogno di un ricambio del trattore...
Non aver mai bisogno del tuo veterinario...
Non aver mai bisogno di una visita medica...
Non sentirti mai male...che fai prima.
Non aver mai bisogno del commercialista...
Non aver mai bisogno dell'associazione di categoria...
Non aver mai bisogno di un muratore per un intervento d'urgenza...
Non aver mai bisogno del meccanico...
Fai prima a non usarla l'auto, tanto non troverai posto in paese dove poterla parcheggiare.
Non aver mai bisogno di un pezzo di ricambio della caldaia...
Non aver mai bisogno di andare a cena di sabato sera...
Rimani a casa e sarai certo di quel che mangerai...e sopratutto sarai certo di riuscire a mangiare.
Non aver mai bisogno di un amico con cui fare due parole perchè saranno tutti in ferie, amici e nemici.
Non aver mai voglia di un bel film alla televisione...
Farai prima a lanciarla nell'aia quella scatola parlante, prima di riuscire a cavarne qualcosa di interessante.
Non aver mai voglia del tuo programma preferito alla radio...
Ci sarà un intruso a sparar bischerate ed a far sondaggi su quanto possa essere migliore una tal crema solare piuttosto che un'altra.
Non aver mai bisogno di frescura a ferragosto...
I cittadini avranno colonizzato tutti i castagni e tutti i faggi nel raggio di 100 Kilometri dal podere.
Non aver mai bisogno di andare al mare in tutta tranquillità...
Avrai solo travasi di bile per arrivare al mare (fila), parcheggiare al sole ed a prezzi esorbitanti (fila), trovare una spiaggia libera (fila), stenderti con l'ombrellone (sarà come giocare a tetris con ascelle, piedi, crani e zaini dei vicini accorsi lì per darti il benvenuto), andare al bar a prendere un gelato (fila), uscire dal parcheggio nella macchina che parrà una fornace (fila), rientrare al podere percorrendo la statale (fila) e la regionale (fila)...
Non avere mai bisogno di andare da qualsiasi parte, che tanto o troverai chiuso o troverai la....fila.
Sopporta il caldo, imprecando se necessario, e conta i giorni che ti mancano alla fine del mese.
E quando FINALMENTE Agosto se ne andrà, allora si che potrai riposarti finalmente iniziando la vendemmia a mille all'ora, facendo tirate dall'alba al tramonto a stare chinato e tirar su cassette, a stare preoccupato per le acquate improvvise, a pianificare tutto salvo poi reimpostare tutto all'ultimo minuto...
E quando finalmente Agosto se ne andrà, forse (e dico forse) potrai iniziare a dire "il più è fatto" e adesso mi riposo lavorando.

domenica 14 agosto 2016

Pensiero fatto allo specchio: il tempo che passa, gli acciacchi e le ambizioni

Ci sono giornate che sembrano difficili.
Ci sono giornate che sono realmente difficili.
Ci sono giornate che definirle difficili è un eufemismo.
E poi ci sono giornate in cui non percepisco la difficoltà.

Queste per me sono le tipiche giornate che mi accompagnano e che mi hanno sempre accompagnato.
Questione di ascendente? Possibile.
Questione di fortuna/sfortuna? Non credo
Questione di atteggiamento? Molto possibile.
Fatto sta che, tra momenti in cui me la prendo tantissimo, e momenti in cui riesco ad ignorare il tutto, vivo una Vita che mi piace, e che nonostante tutto sento essere Mia.
La schiena che duole, la stagione avversa, i soldi che non sono mai "abbastanza", la voglia di fare, le difficoltà nel saper fare, l'insufficienza del fare, e poi ancora il tempo che corre, la vista che trema, il sudore che sgorga, ed ancora tanto...tanto da fare, sempre da fare.
Non una corsa, ma una salita quotidiana che mi appresto ad affrontare sempre con rinnovato spirito di scalatore, ma con fisico di "mangiatore di tortelli": ci rido, ci scherzo su, impreco, mi scappa anche qualche moccolo (bestemmia), mi riappacifico subito, salvo poi rinfiammarmi per poi riderci su ancora, ed ancora.
Una Vita di Passione, nelle Passioni quotidiane, sempre ritto sui pedali, senza voltarsi, puntando alla vetta, ma... col 'mi passo, senza esagerare (che poi mi tocca fermarmi stremato), sempre affiancato dall'Amore e dalla Comprensione di chi mi sta accanto, spronato, rimproverato, rassicurato, e spesso osservato in silenzio, con quelle parole non dette che arrivano più di mille discorsi.
Ebbene...
...ci son giornate in cui la difficoltà ti si presenta di primo acchito all'alba, e non ti molla mai un'attimo, bastarda, manco gli avessi fatto un qualche torto.
Eppure...
...ci son giornate in cui la difficoltà mi è realmente Amica, e sempre compagna: metro e metodo, freno ed acceleratore, buio e luce.
Guardo al tempo che passa con nuova (e per adesso strana) maturità, percependo a pieno quanto di fronte a me tenda ad accorciarsi, anche se solo un pezzettino al giorno, e non sentendo più quell'indomabile menefregaggine nei riguardi della distanza tra me ed il futuro remoto.
Quando si semina, non necessariamente si raccoglie dopo un mese: la vita non è fatta di soli ravanelli, ma anche di farnie!
E per le farnie, ci vuol tempo...tanto tempo.
Oggi è stato uno di quei giorni in cui tutto è stato un pò più difficile nel mio confrontarmi con un futuro più distante.
Quel "voler fare" che non potrà, prima o poi, essere di pari passo con il "poter/saper fare", e che mi porterà a cambiar passo, a scalare rapporto nelle nuove salite.
Il tempo passa, ed io ho la fortuna di poterlo percepire ogni giorno in mille manifestazioni, e la Salute talvolta tende a sfuggirmi di mano (anche se m'impegno a tenerla ben serrata): invecchiare è strano, anche a poco meno di quarant'anni, specie quando la mente vorrebbe ignorare il fisico.
Quando si hanno persone intorno, salvo mia moglie, tutte più vecchie che ti dicono "...eh, ma te sei giovane, hai voglia..." c'è una lotta impari contro chi per forza deve aver ragione (visto che dalla sua ha la ragione dell'anagrafe).
Quando si cresce con gente grande, e dietro non si hanno elementi che portino gioventù, tutto appare più pesante.
...
La bicicletta, intesa spesso da me come metafora di Vita, mi tiene allenato senza mai doverla inforcare.
Il tempo trascorre, ed io non oso mettervi rimedio: per fortuna non sono così scemo.
Ma ci sarà un giorno, presto o tardi che sia, in cui dovrò necessariamente cambiar passo, semmai vorrò ancora (e lo vorrò sicuramente) continuare ad affrontare le salite.
Oggi, dopo molto tempo che non lo facevo, guardandomi allo specchio ho visto che quel viso di bimbo, mascherato da barba e voce d'uomo, inizia ad invecchiare, mentre le mani mi tremano, i capelli vorrebbero imbiancare e la pelle racconta stanchezza e preoccupazioni.
...
Desidero la Vita, e desidero che la Vita possa sopravvivermi.