Taglio dell'erba per gli animali del podere

Taglio dell'erba per gli animali del podere

martedì 24 settembre 2013

Essere spinto a sentirmi solo

Ho pensato a lungo se fosse il caso di scrivere questo post: mentre ero nell'orto a strappare le erbacce, mentre toglievo il letame dalla stalla, mentre caricavo la legna sul carrettone...
Ho pensato se fosse una cosa giusta entrare così nel personale, e lasciarmi andare ad uno sfogo/non sfogo che potesse lasciar intendere il mio disagio.
Ho pensato se realmente potesse servire al lettore parlare di questo.
Ho pensato...ed ho deciso.


T: "Fammi capire bene: mi parli della Tua agricoltura, ma io non ho capito bene quale sia il suo indirizzo?"
A.A.: "L'indirizzo? Ma di quale indirizzo stiamo parlando? Quello del podere? O cos'altro?"
T: "Intendo l'indirizzo dell'Azienda...la sua Specializzazione!"
A.A.: "No, scusa...ma di cosa ti ho parlato sino ad adesso? Son venti minuti che ti spiego..."
T: "Si...certo...gli animali, il bosco, i campi, i polli, il ciuco, l'orto...Ma verso cosa sarebbe specializzata la tua Azienda Agricola?"
A.A.: "Su quello che hai appena detto, e tutte quelle altre cose che per venti minuti ti ho spiegato."
T: "Si...tutto bellino, per carità.  Ma con cosa campi?"
A.A.: "Con quello che hai appena detto, e appunto con tutte quelle altre cose che per venti minuti ti ho spiegato!"
Pausa.
Lui guarda fuori dalla finestra del Bar mentre io continuo a fissarlo con quel misto di abbandono e adrenalina che mi ritrovo in questi momenti.
A.A.: "...scusami, ma cosa c'è che non ti torna?"
Lui si spazientisce, cambia tono e dall'amichevole/scherzoso passa al perentorio
T: "Parliamoci chiaro: questa Tua Agricoltura andava bene cinquanta..sessanta anni fa, ma oggi non trova collocazione.  Sinceramente trovo questo tuo progetto non attuale, anzi...molto Anacronistico!"
Sorrido, e decido di non incaXXarmi per questa volta.

Questa è solo la parte conclusiva dell'ennesima discussione fatta con l'ennesimo Tecnico: una sorta di iter masochistico che mi sono imposto al fine di cercare eventuali "Aiuti Esterni", e che mi riporta sempre allo stesso punto.
Essere spinto a sentirmi solo.
Quando decisi che era il momento per partire con l'Azienda Agricola sapevo che la strada che avevo di fronte sarebbe stata in salita, ma che comunque la determinazione (che mai mi è mancata), l'appoggio dei mie Cari e la convinzione di fare la cosa giusta per me (...e non solo), sarebbero state la giusta propulsione per sentire meno faticose tali pendenze.
E così è sempre stato, e non mi son mai fatto prendere dallo sconforto totale, ma anzi ne ho approfittato per "prendere a morsi" proprio quelle ostilità che mi si presentavano dinnanzi.
Quell'essere spinto a sentirmi solo partì dall'inizio, sin dai primi confronti con l'allora Tecnico che mi seguiva per la richiesta del primo finanziamento (avete mai sentito parlare di premio di Primo Insediamento?).
All'epoca rinunciai perchè le mie idee risultarono "poco compatibili con lo standard richiesto".
Poco compatibili...ancora sorrido a ricordare quelle parole e la reazione che ne scaturì, mentre mi inalberavo e facevo una filippica su quella sorta di "razzismo agricolo" verso il quale credevo di scontrarmi.
A mente fredda oggi ritengo che di razzismo non si trattasse, ma bensì di un misto di preconcetto, supponenza, (forse) arroganza e superficialità che pareva avere la burocrazia nei confronti di quello che mi accingevo a fare.
Da quel momento decisi che mai più avrei compiuto tale passo, e di fatto rinunciai per sempre ad ogni tipo di aiuto economico, e così è stato sino ad oggi.
Ma la vita si diverte sempre a mettermi di fronte alle mie decisioni, e l'orgoglio...lo stoicismo...e la testardaggine che talvolta mi contraddistinguono devono cedere il passo ad altri eventi da me certo non auspicati, ed in qualche modo devo fronteggiare tale avvenimento.
Ecco che decido di contattare tre tecnici diversi, ed in giro per la provincia mi divido in tre appuntamenti che all'unisono risuonano con le stesse espressioni, frasi e consigli.
"Lascia perdere il tuo biologico, biodinamico o non so neanche io cosa...e cerca di capire che oggi in Agricoltura si deve puntare ad avere un progetto solido, avere un buisness plan serio, e la giusta faccia per chiedere denaro"
Il fatto stesso che (come la definiscono loro) la "Mia" agricoltura non sia classificabile con un aggettivo approvato da qualcun'altro, mi crea il primo scoglio.
Quando io rispondo che faccio un agricoltura Naturale e Tradizionale che punta al recupero e mantenimento di razze animali e cultivar autoctone, mi pare di darglielo "l'indirizzo alla mia Azienda agricola".
Quando dico che "elimino l'impiego di ogni tipo di prodotto ottenuto con chimica di sintesi" oppure che "sono contrario ad un agricoltura che preveda interventi invasivi", mi pare di darne di spiegazioni.

T: "Magari potresti specializzarti nelle orticole...magari potresti fare due-tre ettari di verdura in serra?!"
A.A. "Tre ettari d'orto? E chi ce la fa a seguirli tutti da solo, e poi io vorrei far anche altre cose.  E poi le serre cosa c'entrano con il mio progetto?"
T: "Il tuo non è un progetto...è un'utopia!"
...e generalmente qui mi incaXXo parecchio.

Secondo alcuni tecnici (badate bene dico alcuni e non tutti) esistono solo due tipi di agricoltura: quella che rende (considerata convenzionale) e quella non convenzionale che rende solo perchè ti permette di fare prodotti di nicchia o "fighetti" (come il tecnico mi ha detto nel nostro ultimo incontro).
Biologico e Biodinamico sono spesso accostati in modo infausto, e secondo me l'agricoltura del non fare, la permacoltura, gli orti sinergici e le tradizioni non vengono neanche contemplate perchè considerate poco redditizie e troppo distanti dai "numeri del mercato".
Da questi confronti che ho avuto spesso è trapelata l'immagine che il tecnico tende ad avere dell'agricoltura non convenzionale: un unico gran calderone con i vari Masanobu Fukuoka, Bill Mollison, David Holmgren, Emilia Hazelip, Rudolf Steiner (assieme a tanti e tanti altri), e dove l'Agricoltore Alternativo (per convinzione o per possibilità) vi attinge per farsi suoi tali principi.
Se poi uno non evoca una vera e propria scuola di pensiero/agronomo d'ispirazione/manuale, in quel caso è veramente spinto a sentirsi solo, ed io ne so qualcosa.

A.A.: "Eppure io mi rifaccio a quell'agricoltura che per secoli (e fino all'altro ieri) è esistita."
T: "Quindi torni ad arare con i buoi?"
A.A.: "Quindi limito l'utilizzo del trattore al minimo indispensabile e magari cercherò di farmi aiutare da un cavallo piuttosto che da un mulo o da un ciuco".
T: "Ma non temi di fare un'agricoltura da terzo mondo? Di rinnegare il progresso? Di stare troppo attaccato al passato?"

Potete solo immaginare che risposta fiume possa dare a tali domande, ma a poco serve: sempre comunque Anacronistico rimango, e per un Ente o una Banca gli anacronistici non sono affidabili.
Vivo il contrasto di tale gesto, ed è pesantissimo il compromesso di (anche solo) considerare l'idea di chiedere denaro in quel modo.
Mi arrabbio con me stesso dicendomi che sto sbagliando, e guardo alle possibilità che non riesco a trovare: ci guardo con ottimismo, dicendomi che una soluzione la troverò, mentre il contratto di affitto oramai è prossimo alla scadenza e le alternative mancano.
Già, alla base di tutto c'è proprio questo: l'esigenza di trovare "un proseguo" a quanto ho (abbiamo) creato sino ad oggi.
Il podere dove vivo ed i terreni che lavoro non sono di mia proprietà, e presto dovrò trovare un'altra destinazione per la mia famiglia, i miei animali, le mie idee, e la mia Azienda Agricola tutta.
Non è una cosa che è stata improvvisa, anzi: pensate che già a settembre del 2011 quando iniziai questo blog stavo cercando una nuova sistemazione, ma la cosa è più dura del previsto.
Trovare un luogo che sia adatto a questa "mia" agricoltura (virgoletto e sorrido ancora), e trovarlo provvisto di un podere, non è cosa semplice, ed ancor meno semplice è convincere gli eventuali proprietari a concederti un affitto agrario.
Non parliamo poi di acquistare terreno: nella vita ho avuto le Fortune più importanti, e nell'Amore e Comprensione della mia famiglia rinasco ogni giorno, ma economicamente magari non sono stato così fortunato da avere quattrini per un'Azienda tutta mia.
Ed ecco che, di fronte a tale scarsità di alternative, e con la lancetta dell'orologio che pare voler accelerare, mi son rivolto ad alcuni Tecnici anche solo per avere qualche consiglio su come operare.
Non sono arrabbiato con loro visto che ho pur sempre trovato persone disposte ad ascoltarmi sino alla fine, ma lo sono con il Sistema che regola tutto ciò che è Agricoltura.
Sono arrabbiato perchè...o segui la massa, o ti fanno sentire solo.
...e questo solamente perchè vorrei inquinare il meno possibile, vorrei mantenere la tradizione di un modo di fare agricoltura e vorrei provare a recuperare quanto è praticamente scomparso.
Questo mi fa arrabbiare, anche perchè non mi pare di far male a nessuno.
Questo mi fa arrabbiare...tanto.
Mi fa arrabbiare che ne vada della credibilità (credibilità???) di una persona se si decide di vivere fuori dal coro, che ci sia quest'emarginazione del diverso, e ne nasca quasi una necessità di isolamento.
Io non voglio isolarmi, io voglio condividere, solo che non voglio mettere tre ettari di melanzane e poi venderle alla grande distribuzione, oppure fare una stalla con 150 capi di bestiame e venderli al discount, oppure realizzare 20 ettari di vigneto con vitigno internazionale e fare un vino tanto costruito in vigna che in cantina.
Non me ne vogliano quanti fanno queste cose, semplicemente a me non appartiene questo tipo di agricoltura, come evidentemente a loro non ne appartiene uno diverso da quello che fanno. Siamo solo differenti!
Ed allora, quale sono le soluzioni?
Ad oggi, con la salita più ripida che mai, credo che essere fermo sulle mie idee sia la mia vera ed unica forza.
Credo di aver fatto bene a confrontarmi con i Tecnici, ed ancor meglio di averlo fatto per un aspetto prettamente economico ed organizzativo: l'esperienza che ne deriva mi rende ancora più forte e certo che questa "mia" agricoltura sia la cosa giusta per me.
Volgo il mio sguardo a tutta quella terra che non viene coltivata, a quei poderi abbandonati ed invasi dai rovi, a quelle realtà tenute ferme per la convenienza di non so chi, a tutte quelle possibilità congelate...e vedo soluzioni.
Non voglio pensare che ci sia chi preferisce abbandonare le proprie terre piuttosto che lasciarle coltivare ha chi abbia volontà di farlo...e in questo io vedo delle soluzioni.
Ripongo la "giacchetta buona" nell'armadio e torno a sporcarmi le mani: è settembre e ci sono mille cose da fare visto che l'inverno arriverà presto.


T: "Sai che anche mio nonno aveva il ciuco? E che addirittura lo usava con il basto per portare via la legna dal bosco?"
A.A.: "Sai che c'è chi lo fa anche oggi? Pensa te, anche senza essere nel Terzo Mondo!"
E la prendo a ridere.
Forse non sono così tanto Anacronistico, Sicuramente non sono così solo!!!










25 commenti:

  1. E' difficile commentare questo post...
    Quello che posso dirti è solo che quello che stai cercando di fare è meraviglioso e non sei solo. Ci sono tante persone che la pensano come te, che sono anacronistici e fuori dal mondo. Certo, nel tuo caso si tratta del tuo lavoro equindi l'esigenza di guadagnare nonostante tutto è vitale.
    Ti posso solo farecoraggio augurandoti buona fortuna.
    Ma non ti rinnoveranno il contratto di affitto? Cosa farai in quel caso?
    Buona fortuna
    Francesca

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    1. Cara Francesca,
      sapevo che questo post, a differenza di altri dove mostro foto e racconto il mio quotidiano, sarebbe stato difficile da commentare: me lo aspettavo, ma l'importante è che venga letto e che, proprio chi è distante anni luce dal mio mondo, possa acquisire consapevolezza sulle difficoltà che si incontrano ad essere Agricoltori "contro corrente".
      Se non mi rinnoveranno il contratto (cosa molto probabile) cercherò una minima proroga, e se questo non potrà accadere mi attrezzerò di conseguenza in virtù di quelle che saranno le mie possibilità.
      Non mi fascio la testa prima di rompermela, ma comunque ho le bende in tasca!!!
      Grazie per il tuo commento, e grazie per continuare a visitare questo "appartamentino" (te m'hai capito)!
      :-)
      A.A.

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  2. Che posso dire... uno sfogo più che legittimo il tuo, sai di fare la cosa giusta, di comportarti con onestà e con coraggio e proprio per questo vieni discriminato... Ti auguro anch'io tanta fortuna, per te, per i tuoi progetti e per la tua famiglia, forza!

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    1. Ti ringrazio molto per l'incoraggiamento.
      Lo sfogo ci stava, lo ammetto...ed era due anni che lo "covavo".
      Ciao
      A.A.

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. storie già sentine ...purtroppo!!
    qualsiasi iniziativa, in Italia, viene stroncata sul nascere, perché praticamente non c'è alternativa alle leggi della crescita e del consumismo. Fare qualcosa di alternativo con l'aiuto delle istituzioni è impossibile, ed è utopistico pensare che ti possono finanziare per qual'cosa che non è nelle loro regole quando non finanziano nessuna attività.

    Che dire... non arrenderti, prendi tempo, magari una soluzione salta fuori!

    Con affetto!

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    1. Grazie Harlock,
      e la penso come te su tutta la linea.
      Ciao
      A.A.

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  5. Ho scoperto il tuo blog da poco, ma questo post, come tutti gli altri mi fa un gran bene e , come tutti gli altri, in fondo lascia sempre aperta la porta alla speranza.

    Mio marito ed io siamo all'inizio di un'avventura simile, proprio ai primi faticosi passi dalla città alla natura, alla campagna ; solo il mio bisnonno faceva il contadino ma la passione e' piu forte di qualunque critica. Il desiderio di ritornare a vivere in un modo che sia il piu naturale possibile mi spinge a passare oltre i commenti sarcastici di chi pensa che io sia solo in cerca di " un'avventura alternativa ed esotica" ...si' perché noi abbiamo pure un'aggravante...che questa "follia" la stiamo attuando in Africa...Nord, ma pur sempre Africa.

    Leggerti agricoltore anacronistico, per me e' sollievo e incoraggiamento ed esempio... A non arrendersi di fronte a qualunque intemperie ,che venga dal cielo o dalla lingua tagliente umana.

    Grazie.
    "Asfura"

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    1. Ti ringrazio Asfura,
      e ti esorto ad aprire un tuo blog dove poter raccontare la tua di esperienza: avrò certamente il piacere di leggerti e seguirti in questa tua grande avventura.
      Le intemperie della lingua tagliente umana ho scoperto (mio malgrado e fortuna) che sono le peggiori, e che fanno più danno delle peggiori grandinate estive, ma c'è una cosa che fa ancora più danno: l'ottusità! Il non voler vedere quanto si ha di fronte agli occhi, l'incapacità di immedesimarsi in situazioni che non ci appartengono, l'incapacità (o peggio ancora la mancanza di volontà) di caire (o anche solo provare a capire) chi si ha di fronte, il giudizio perentorio e definitivo...a prescindere.
      Queste sono cose che rischiano veramente di "tagliarti le gambe".
      Ma per fortuna vale il detto che dice "Il mondo è bello perchè è vario", e quindi c'è chi apprezza la diversità, quale che essa sia.
      Grazie per le tue belle parole.
      A.A.

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  6. Hai provato con la banca etica? ( http://www.bancaetica.it/ )
    Siamo contenti che tu abbia deciso di pubblicare questo interessante articolo. ciao (clapat)

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    1. Non ho provato ma la conosco.
      Mi informerò e grazie per il consiglio.
      Ciao
      A.A.

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  7. ciao sono Daniela e ti seguo da un po,ma in silenzio.Questo sfogo fà riflettere......io e mio marito ci stiamo lanciando adesso in questa vita da "contadini" lui con un po di esperienza dovuta a famiglia e zii io parto da zero (nata in città e finita in montagna..)Ma sai la fortuna che abbiamo avuto noi ?avere un sacco di approvazioni (non ci credo ancora)e un bel po di appoggio da parte di persone al di fuori dalla famiglia.Forse dove vivo io questa vita da contadini non fa' tante critiche,anzi vista la crisi che avanza il ritorno alla vita semplice di un tempo è vista di buon occhio.Quello che fai tu e tutte le persone che vivono la terra lo fanno per passione e gli altri non lo concepiscono e allora mandali a quel paese vai avanti per la tua strada (le poche critiche che mi sfiorano mi spronano ad andare avanti e fare meglio).Buon lavoro

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    1. Cara Daniela,
      talvolta l'appoggio e l'approvazione ti spronano ulteriormente, o magari ti fanno stare rilassato e protetto.
      Ho la Fortuna di avere una famiglia che mi ama e mi asseconda...avvicenda...coadiuva nel quotidiano, e questo per me è l'essenziale.
      In bocca al lupo per la tua Avventura e tienimi aggiornato.
      A.A.

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  8. Non so quanto possa contate, ma ti appoggio. Volevo solo fartelo sapere. E a giudicare dai commenti non sei poi tanto solo. Magari basta riuscire a trovarci, siamo tanti un po' troppo sparsi. Ciao. Buona fortuna.

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    1. Spesso penso che se davvero ci trovassimo qualcosa cambierebbe...

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  9. Non si può che ammirare il tuo coraggio, le tue idee, i tuoi sentimenti, e condividerli con il cuore e con la parola in tutte le direzioni possibili. Servirà a poco, forse, ma comunque spero che servirà a sentirti meno solo.
    Poi vorrei dirti che, pur vivendo una realtà infinitamente meno "anomala" della tua, molte altre persone vivono la tua stessa solitudine. Anche in una vita "convenzionale" (diciamo così per semplicità) prima o poi scopri che non hai l'età giusta, la faccia giusta, gli amici giusti, e tante porte che pensi di potere aprire restano invece chiuse per via di una società che, nel suo complesso, ragiona ed agisce per stereotipi. Disoccupazione, vite precarie, frustrazione, alienazione, sono i risultati che abbiamo quotridianamente sotto gli occhi.
    Tu almeno, se volessi, le melanzane potresti anche piantarle e farci un pò di soldini, ma tanti altri non possono togliersi 10 anni per ottenere un lavoro o un finanziamento o partecipare ad una selezione, non possono inventarsi un titolo di studio che spesso è solo un pezzo di carta, non possono diventare più belli di quello che sono. Non rientrano nei requisiti richiesti dalla società, condannati a viverne ai margini.
    Ecco perchè penso che, in fondo, sei fortunato.Certo, di una fortuna che ti costruisci da solo, ogni giorno, e che paghi con un prezzo umano che solo tu conosci fino in fondo, ma pur sempre nella certezza della libertà e della dignità personale.
    Ti ammiro ? certamente
    Ti invidio ? un poco. Se rinasco, forse voglio essere anch'io un cittadino della Repubblica delle Patate.
    Con immenso affetto
    Oscar

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    1. Ma che bell'intervento!!!
      Trovo molto giusto quello che dici, e certamente la parola FORTUNA o piuttosto CONSAPEVOLEZZA la conosco bene, e non la rifuggo.
      Ho 34 anni, e quindi sono in quell'età considerata ancora "troppo giovane" per potermi lamentare e capire molte cose della vita, e "troppo vecchio" per vivere di entusiasmo e rincorrere i sogni.
      ...o perlomeno questo è quello che molti (troppi?) ben pensanti mi spiattellano davanti quasi una volta al giorno.
      Se poi vado da un tecnico...o piuttosto entro in Banca, ti lascio immaginare.
      Ma, ripeto, ho la piena consapevolezza della fortuna che ho, e so anche che prezzo devo pagare per mantenerla: ogni giorno, giorno dopo giorno, senza sabati e domeniche, feste e ponti, freddo e caldo, pioggia e neve.
      Ma questo rende ancora più forte la voglia di fare...di continuare a crederci...di spiegare che dietro a tanta fatica c'è anche tanta soddisfazione, e quindi anche la fortuna (appunto) di poter vivere del proprio, e di quel senso di indipendenza e libertà che certamente non tutti hanno.
      Grazie Oscar per le belle parole..
      A.A.

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  10. ciao, scusami ma come mi metto in contatto con te? Stai su facebook? vorrei proporti di aiutarmi in un progetto analogo al tuo, ovviamente ognuno ha i suo occhi e guarda dal suo punto di vista :-) grazie

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    1. Ciao a te,
      puoi chiedermi qui, visto che non ho Facebook e non uso altri mezzi per "socializzare" in internet.
      A.A.

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  11. Ciao, ho appena letto questo articolo su Repubblica on line, e ti ho pensato....
    "Campi incolti, stop allo spreco.
    Decolla la Banca della terra. La Regione Toscana fa da apripista in Italia e vara il censimento dei terreni abbandonati da prendere in gestione e affittare ad agricoltori senza terra da coltivare. E a Milano nasce il portale per mettere in contatto i contadini urbani (e non) con i proprietari di campi improduttivi."
    Chissà che prima o poi questo Paese non cominci a capire quali sono le cose che contano davvero.
    Spero ti possa essere utile.

    saluti, Vincenzo

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    Risposte
    1. Molte Grazie Vincenzo,
      per il Pensiero che hai avuto e per l'averlo voluto condividere con me (e quanti stiano leggendo).
      Anche io avevo letto l'articolo, e da subito ho cerato di interessarmi alla cosa: spero proprio che in molti abbiano la possibilità di usufruire dei terreni di chi non può più lavorarli.
      Grazie ancora
      A.A.

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  12. No, che non sei solo! Non ho soluzioni o aiuto concreto da darti, e mi dispiace, ma sono convinto che ce la farai!
    Trasforma tutta la rabbia in energia e punta dritto al tuo obiettivo!
    In questa società basata su denaro e stereotipi, chi canta fuori dal coro disturba e deve essere messo in condizione di non creare fastidi. Che poi, per lo meno nel mio caso, porto avanti le mie idee principalmente per me stesso: è un progetto di vita!
    Ora con la crisi e il modello economico occidentale che vacilla, penso che un ritorno al passato possa essere la soluzione... quello che può sembrare un passo indietro è invece progresso consapevole.
    E a mio modesto parere, il metodo di coltivazione biologico, oltre ad essere una scelta assolutamente condivisibile sul piano etico, dovrebbe riservare delle soddisfazioni in un prossimo futuro. Mi pare di scorgere sempre maggiore attenzione alla qualità dei cibi da parte dei consumatori!.... O forse è soltanto che frequento gente un po' strana, dei mezzi matti che parlano di ambiente, sostenibilità, decrescita felice, autarchia.... matti che continuano a crescere di numero, però!
    Infine, so quanto sacrificio richiede tutti i santi giorni dedicarsi alla terra, ma so anche che non potrebbe essere altrimenti. La terra esercita un'attrazione che, malgrado la fatica, rende impossibile abbandonarla, se la si ama veramente...
    Hai il mio appoggio
    Rigel

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    1. Ancora Grazie Rigel per le parole di conforto.
      In effetti ci sono momenti in cui la rabbia inizia ad essere tanta, ma cerco di non prendermela "troppo", e guardo sempre e comunque al domani.
      Una soluzione la troverò, e come me spero che la trovino i tanti giovani (o anche meno giovani) che sono nella mia medesima situazione: gente che ha voglia di lavorare la terra, che ha idee, che ha due mani grandi, ma che non ha un cospicuo conto in banca.
      ...se penso a tutta quella terra che viene lasciata all'abbandono, a tutti quei poderi diroccati e dimenticati...che rabbia!
      Ciao
      A.A.

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  13. ciao sono l'anonimo che ti chiedeva il contatto :-) Tralasciando che ho provato a scriverti da iphone e non mi viene, ma questi sono problemi del blog... io mi sono trasferito da Napoli all'Irpinia perché ero stufo di abitare in appartamento (tralasciando le ovvie cose della città). Ovviamente avevo una conoscenza zero della terra, dopo un anno e mezzo sono riuscito a ripristinare un pollaio, ho fatto un recinto alto 2mt cementato alla base, 150mq di terreno in cui razzolare, per la gioia dei miei 15polli :-)
    Ho anche ripristinato un'aia, con tre galline da brodo, ehm che non fanno ancora le uova. Ho anche lo spazio per 2 pecorelle che prenderò a marzo... 100mq di orto concimati con paglia e letame di scarto dei polli...
    Beh è un inizio. Non volermene ma ho alcuni punti diversi da te. Tanto per cominciare credo che sia impossibile campare di prodotti veramente biologici, intendo da vendere per farne un guadagno ;-) non ci giriamo attorno, è così! Io sono amante del verde, lavorando tramite internet riesco a stento a pagarmi le bollette ma mi sta bene, chi non ha un lavoro nel posto immerso nel verde può solo guardare noi con la speranza che le cose cambino...
    eppure io credo che il biologico sia la base della futura economia, precisamente l'autoproduzione a km0. Aspetta qualche decennio che il petrolio finisce... hai idea di quanti pannelli solari o pale eoliche ci vogliono per sviluppare la potenza di un litro di diesel?! ;-) O di quanto costi immagazzinarla in batterie (la macchina elettrica costa poco, sono le batterie a fare il costo...).
    Detto questo mi sono trasferito qui per accostare alla mia volontà di mangiare sano (odio anche la motozappa e allevo lombrichi XD), alla necessità di monetizzare in questi posti immersi nel verde. Cerco quindi qualcuno che voglia aiutarmi nella realizzazione della ristrutturazione dei ruderi che ho attorno casa, magari per farne anche agriturismo o semplici stanze da affittare, magari nella realizzazione di una piscina da affittare direttamente o con incluso posto per camper o per tenda a prezzi stracciatissimi, o magari un minigolf etc... insomma un metodo "verde" per monetizzare e permettermi di vivere nel verde. Sono anche un appassionato di alberi (ne ho importato 100 specie dal mondo, piantine microscopiche per ora e molte a seme) e giardini, tranquillo sto solo rimboscando i campi prima a cereali, non ho tagliato nessuna quercia (credo di averne una 50ina) ne ho smosso nessuno delle mie 50 piante di ulivo :-) Ho anche piantato un noccioleto :-) 3 alberi di castagne, 5 di pinoli ecc XD
    Nel caso che ti dovesse piacere il progetto sei il benvenuto, metti pure in valutazione questa scelta, magari qualcuno leggendo potrà essere interessato! Ti seguo tantissimo, e sei una delle poche persone che riesco a capire a differenza degli agricoltori a petrolio che mi circondano....

    ps ieri il pannello solare che mi fa l'acqua calda mi è salito da 15 a 40 grandi con cielo nuvoloso, SUD power XD

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    1. Mi fa piacere che tu stia intraprendendo questa strada, e ben vengano idee differenti dalle mie (sopratutto sull'idea dell'economizzare il bio).
      Stai partendo con un tuo progetto, e questo è fondamentale: ti consiglio comunque di documentarti il più possibile sulle tradizioni del territorio, e di sfruttare al meglio il potenziale di tale terreno prima di eventuali "riconversioni".
      L'esperienza verrà da se...con il tempo...con gli insuccessi...e con le piccole grandi soddisfazioni del quotidiano.
      Le galline da brodo che non fanno ancora uova non le conosco...ahahahahhaah
      Piuttosto conosco le galline a fine carriera che non producono più uova e che vengono destinate alla pentola (perchè oramai troppo dure per arrosti).
      Ti ricordo che in questo periodo le galline raramente depositano uova, e quindi aspetta gennaio (gennaio ovaio...dice la mia nonna) per trovare le prime uova.
      Spero che qualcuno, leggendo questo tuo intervento, possa avere idee da passarti e magari anche un aiuto concreto da offrirti: dal canto mio ti ringrazio per l'offerta, ma naturalmente non posso accettare... ho radici troppo solide e profonde per immaginarmi in un posto diverso da questo, ma grazie!
      Questo pomeriggio erano 5°C nell'aia, e qui il SUD power proprio non arriva.....
      Ciao e grazie
      A.A.

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