Taglio dell'erba per gli animali del podere

Taglio dell'erba per gli animali del podere

martedì 11 ottobre 2011

Scaldarsi con la legna - PARTE 1°

"Con la legna ci si scalda tante volte: alla macchia per segarla...poi per caricarla...poi per riscaricarla...poi per fare i ciocchi da stufa...poi per i pezzi da camino...poi per stivarli in legnaia...poi per portarli in casa ogni giorno...
E solo dopo tutte queste scaldate riusciamo a dar fuoco alla legna e scaldarci anche in quel modo.
Con la legna ci si scalda sempre tante volte!"

Così ha esordito l'Agricoltore Anacronistico quando gli ho chiesto di parlarmi dell'argomento.
Lui viene da una famiglia che si è sempre scaldata con la stufa, e che tutt'oggi rifugge l'utilizzo del metano per il riscaldamento: lui stesso al suo podere ha 3 punti calore ed un forno alimentati a legna, e non vede altra alternativa.
Scaldarsi con la legna, e tutto parte da qui secondo una personalissima riflessione basata solo sull'esperienza (e non certo sullo studio) di cosa vuole dire fare tale scelta nel suo territorio.

Partiamo da dove arriva la legna.

Vivere in campagna non vuol dire necessariamente potersi scaldare solo con la legna, ma certamente offre svariate possibilità per farlo, anche solo recuperando legname dall'azienda.
I residui di potatura infatti costituiscono circa il 10-15% della legna arsa e sono costituiti da:
- vite: con i tralci si alimenta il forno (devono essere secchi almeno di 6 mesi) e con le branche la stufa ed il camino. La vite offre un grande caldo anche se poco duraturo. All'Agricoltore hanno insegnato a usare questa legna quando si vuole fare il pesce azzurro alla griglia (ottime le acciughe).
- olivo: i polloni vengono uniti in fasci e fatti seccare al sole per poi alimentare il forno (ottimi per il pane), i rami ed il tronco (quando capita di segarlo) sono sempre destinati al camino e alla stufa.  L'olivo offre un ottimo caldo ed è preferibile che sia molto secco e asciutto (generalmente usa tagli di almeno un anno).
- castagno: durante la potatura del castagno il nostro amico ammassa veri e propri tesori.  In barba a quanto dicono che il castagno più fresco (5-7 mesi) non è adatto al camino perchè scoppia e rischia di lanciare lapilli, lui li usa per la stufa dove il crepitio è pure piacevole da ascoltare.  Le potature di oltre un anno possono essere utilizzate anche nel camino.  Questo legno è amato dall'Agricoltore per la sua grande duttilità.
- frutti: pero e melo possono essere bruciati anche intorno ai 6-7 mesi dal taglio, ma è importante che il pesco, l'albicocco, il ciliegio ed il susino siano ben stagionati (oltre un anno): la loro resina può riservare spiacevoli sorprese nella vostra canna fumaria.

E' poi il turno del taglio dei seponali e pulizia dei campi.
Sono sempre molte le occasioni in cui ci son da ripulire le prode (il perimetro) di un campo da lavorare, oppure le volte in cui si devono sbassare (mantenere bassi) i sieponali ossia le file di alberi che delimitano una proprietà o un campo.
In entrambi i casi il pennato e la sega ci permettono di collezionare della legna (talvolta considerata minore) che può essere destinata al fuoco.
Il nostro Agricoltore riesce tagliare fino al 10% di legna destinata al consumo annuo.
L'olmo e l'acacia fanno molto caldo (sopratutto la seconda), ma devono essere ben secchi e la loro durata è bassa.  La cascia (acacia) è indicata per il fuoco del forno, e rilascia pochissima cenere: raggiunge temperature molto alte in breve tempo.
Quando è concesso (previo avviso alle autorità di competenza) è possibile anche tagliare la ginestra (un tempo lo si poteva fare liberamente), ed anche questa è molto buona per il forno (rametti e tronco).

Il restante 75-80% della legna arriva direttamente dal taglio del bosco.
In tutt’Italia sono tantissime le specie che popolano i tanti boschi: basti pensare al tesoro della macchia Mediterranea, sino a salire nelle faggete ed abetaie di montagna.
Il nostro Agricoltore vive in Toscana, ma basta fare due curve di strada ed entrare o salire nell’entroterra che tutto cambia.
Ecco quello che lui ha a disposizione:
-         Carpino: rappresenta circa 1/5 della legna di bosco.  Discreto nel fornire calore è anche semplice da segare e stivare.
-         Cerro: rappresenta circa 2/5 della legna del bosco. Abbondantissimo intorno al podere, è una risorsa inesauribile.
-         Orniello: rappresenta 1/5 della legna del bosco.  Non è un grande legno per il fuoco, ma è molto presente (e non solo nel bosco) ed è quindi bene sfruttarlo.  Generalmente non lo usa da solo, ma gli affianca un pezzo molto secco oppure di un legno che faccia più calore.
-         Leccio: rappresenta 1/5 della legna del bosco.  Amatissimo dall’Agricoltore (al pari dell’olivo e secondo solo al castagno) è questo un legno che dura molto nel fuoco offrendo tanto calore, ma che non è adatto per le fasi dell’accensione.  Talvolta usa pezzi vecchi di 5-6 anni e sorride mentre si sfrega le mani al fuoco da essi prodotto.
-         C’è poi altra legna che viene dal bosco (acero, erica, ginepro, meli selvatici, sorbo, corbezzolo), ma costituiscono solo una minima parte inferiore a 1/5.  La scopa (erica) è comunque ampiamente apprezzata per avviare (accendere) il fuoco di stufa e camino, ed i suoi tronchi sono caldissimi (seppur piuttosto esili).



L’Agricoltore brucia una quantità che oscilla dai 70q ai 95q anno di legna, cercando di usare 2/3 di legna dell’anno (legna della primavera precedente con un minimo di 7 mesi d’essiccazione) ed 1/3 di legna di oltre due anni.

Questi sono i suoi punti calore:
-         Stufa Cucina Economica, posizionata nella cucina: questa viene accesa i primi giorni di ottobre e spenta in Maggio inoltrato.  E’ attiva 24ore al giorno, e lì vengono cucinati i pasti e tenuto il  bricco dell’acqua * (un bollitore perennemente pieno) .
-         Camino nella sala: viene acceso nel tardo pomeriggio per dare calore per il dopocena, viene mantenuto sempre acceso nei freddi giorni di gennaio e febbraio e quando c’è la neve.
-         Stufa a pozzino nella camera da letto: questo tipo di stufa viene caricata dall’alto ed è accesa nel pomeriggio per stiepidire l’ambiente prima di coricarsi, salvo i periodi freddi in cui è sempre accesa.
-         Il forno a legna: accanto all’uscio di casa (ingresso) viene acceso svariate volte durante l’anno.  L’Agricoltore punta ad accenderlo ogni 10 giorni (tutto l’anno) per cuocere il pane.

continua



*Il bricco dell’acqua è una costante in molte case di paese e di campagna.  Questo infatti svolge la funzione di umidificare l’ambiente che rischierebbe di essere troppo secco con la stufa sempre accesa.  Inoltre è una riserva continua di acqua bollente utile per lavare i piatti, fare il bucato e cucinare.  Generalmente il bricco è fatto di rame, ma vanno bene anche bricchi di alluminio e acciaio leggero.




3 commenti:

  1. Oh quante volte ci si scalda con la legna, mi viene il mal di schiena solo a pensarci.

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  2. Non dirmelo, ma...che soddisfazione il calore del fuoco di legna. Imparagonabile agli altri calori.

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  3. La cucina economica io l'ho sempre avuta e sempre ce l'avrò, in abbinata alla stufa a pellet sono anni che ho raggiunto l'autosufficienza per il riscaldamento,riparmiando un sacco di soldi,tra l'altro,ne ho un'altra in taverna vicino al caminetto,ha più di 35 anni e va alla grande,spesso in inverno per comodità mangiamo direttamente in taverna con il caminetto acceso,bellissimo.
    PS:Sono anche più vicino alla cantina,hic.

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