Taglio dell'erba per gli animali del podere

Taglio dell'erba per gli animali del podere

lunedì 13 novembre 2017

La Vita al Podere raccontata durante una notte piovosa

Mentre me ne sto qui ad aspettare la "Sciabolata Artica", al termine di una domenica uggiosa, e prima di un Lunedì frenetico, ho deciso di scrivere due righe nel mio angolino.
Il camino tira, e tengo il vetro frontale abbassato perchè la ginestra ed il castagno schizzano lapilli, e bruciare le tutine dell'Erede non mi parrebbe la cosa più appropriata.
Lo stendino infatti è stracolmo di pezzetti e pezzettini colorati, parrebbe a prima vista un gran bambolame, ed invece sono i panni di Lei che ha più cambi d'abito che una presentatrice al festival di San Remo.
Il vecchio cane, oramai convinto della sua felicità nell'essere sordo, che ogni sera mi guarda scodinzlando mentre l'Erede emette acuti non di questa terra (e mentre io e la sua mamma facciamo smorfie di dolore tentando di consolarla), e che pare ridermi in faccia, felice...il vecchio cane, appunto, se la dorme sotto al camino, sotto allo stendino, e magari vorrebbe anche una copertina: che vitaccia la sua.
Fuori piove, ed è piacevole sentire la pioggia che bussa sul tetto: per me una ninnananna naturale tra le più belle e romantiche.
Tre coperte di lana su di un lettino improvvisato, ed una notte da passare lontano da loro: quest'influenza non voglio proprio attaccargliela, e quindi mi sono ritirato nello studiolo, con tanto di radiolina accesa per sentire la bimba e la mamma.
Appurato che un pò di magone possa starci, penso al Podere, ed alle cose che stanno accadendo.
Nella stalla oramai il becco dovrebbe aver terminato "il suo lavoro", che a quanto pare porta avanti da luglio, rendendoci sempre tutti tanto partecipi delle sue gioie...(vi lascio immaginare cosa voglia dire avere la stalla sotto casa e visibile da tutti quelli che vengono a trovare l'Erede).
I polli, che non depongono da almeno un mese e mezzo, stanno pensando solo ad ingrassare e nulla più, scordandosi di essere della razza Livorno, e quindi soltanto delle Ovaiole...
Nell'orto le piante di peperone sono state sradicate, e presto la stessa soste toccherà alle melanzane che ancora azzardano con assurde fioriture.
L'ultima colta dell'orto, di stampo estivo, è stata fatta la scorsa settimana, con gli ultimissimi (e durissimi) pomodori rossastri, un paio di zucchini fiorentini e qualche melanzana: ma adesso inizierà il periodo di magra, a base di radicchio, bietola, cavolo e finocchio.  E via così sino alla prossima estate.
La vigna sta finalmente perdendo le foglie, e la lavorazione che le ho fatto la scorsa settimana l'ha salvata da sicuri allagamenti: si beve la pioggia che scende, e bene così.
Gli olivi invece, croce e delizia del sottoscritto, hanno avuto un'annata nettamente scarsa, con olive appassite o comunque raggrinzite: la scelta di non cogliere è stata assai logorata.
Ma, delle 180 piante circa che ci sono, forse solamente 35 avevano olive, ma le quantità di frutto sulla pianta oscillavano dai 5 kili (su qualche vecchio ed altissimo Moraiolo) sino ai pochi ettogrammi in alcuni Leccino.
Mi ci son messo, e c'ho ragionato tanto, ed alla fine ho deciso di non vendere l'olio che mi è avanzato dello scorso anno, e di usarlo nel prossimo venturo.
Per cogliere quelle poche olive, ed arrivare alla franta minima di 5 quintali di frutto, mi ci sarebbero voluti 10 giorni: tempo in cui l'oliva, oltre a rinsecchire, si sarebbe deteriorata, facendo partire fermentazioni indesiderate nelle cassette.  E quello che senza dubbio sarebbe stato un olio grasso e non certo delle migliori annate, avrebbe presentato anche difetti.
Le rese al frantoio sono state delle più disparate: dalla resa del 20% sino alla resa del 5%, e l'azzardo mi sarebbe pesato ancora di più, rischiando di beccare una resa assai bassa.
E poi...non ce la facevo, inutile girarci intorno: tra la cantina, il trattore, gli animali, la legna, la burocrazia, proprio non ce l'avrei fatta a cogliere.
Le castagne poi, evitiamo di parlarne: nemmeno una ne ho assaggiata... (e son 4 anni che va così).
Il Cinipide, bastardissimo sin dentro l'anima sua e di chi ce lo ha portato in italia, mi ha decimato circa il 70% delle piante, e la spesa per lanciare l'antagonista che lo debelli nel giro di qualche anno, è per me molto MOLTO alta.
Ergo: mi mangio il fegato, chiudo gli occhi, ed aspetto che grazie ai lanci di antagonista fatti da altri produttori possa calare l'attacco di questo schifosissimo insetto della malora.
Ho seminato un campo di trifoglio, a mano, e questo ha finalmente bevuto la sua prima acqua...dopo quasi un mese: mi chiedo semmai nascerà qualcosa, e me la rido pensando ai soldi spesi per quel seme tanto costoso.
Soldi, soldi, soldi...
Non sono tanto Anacronistico a parlare di soldi, vero?
Ma vi assicuro che questo 2017 è stata la peggior annata agricola della mia vita, tosta e stronza sino all'ultimo.
Le api, mitiche, hanno fatto un pò di miele, e di cinque alveari (e quindi 5 relativi melari), siamo riusciti udite udite a fare forse 7 kilogrammi di miele.
Guai a lamentarsi!
Considerando che una buona parte è rimasto cristallizzato nelle celle (quello di edera), quello che ne abbiamo tirato fuori (comunque con fatica) è quello che rimane del miele tardo estivo.
Lo ripeto: guai a lamentarsi, visto che avremo forse giusto il miele per il nostro sostentamento.
E mentre i cavalli sono nei box, ed il pascolo è da terminare di recintare, penso al frutteto, o piuttosto a quello che ne rimane, e mi auguro di avere tempo e forza per rimpiazzare una parte delle fallanze proprio entro la fine di questo mese. Pioggia e freddo permettendo.
Altrimenti andrò a Marzo, con un nuovo azzardo.
La legna presto sarà nuovamente da segare, e questa volta mi farò aiutare da babbo e da mio cugino: vediamo se fra tutti, con la ricompensa di un bel pranzo calorico, riuscirò a mantenermi le stive cariche di legna pronta per essere arsa.
Magari questo inverno sarà pure freddo, chissa...
...magari!
Fuori continua a piovere, e si son fatte quasi le tre, e tra tre ore e mezzo sarò in piedi, quindi meglio chiudo qui questo aggiornamento della vita al Podere.
Nella camerona da letto madre e figlia dormono beate, ed i caloriferi mandano un gradevole tempore frutto della legna di cui sopra.
Il cane e la gatta russano, l'uno nella medesima posizione, e l'altra sul divano appallottolata quasi come fosse un riccio.
Il vento sta aumentando, ed in casa c'è odore di mela cotta.
Oggi mia moglie ne ha fatte una cassetta, di quelle dell'albero di fronte alla cucina, cotte a vapore, frullate, ed invasettate.  Io ho concluso l'opera stringendo i barattoli, fasciandoli, e sterilizzandoli nel pentolone.
Mi sa proprio che tra non molto l'Erede inizierà lo svezzamento, ed allora è bene portarsi avanti: mela cotta frullata stivata in cantina e pronta.
Quanto mi piace tutto questo...


17 commenti:

  1. Quante cosa a cui pensare...
    Buona fortuna!

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    1. Gli impegni son tanti, la passione non manca, le idee forse troppe, ed il tempo...sempre poco.
      Grazie tante.
      Ciao
      A.A.

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  2. Anche qua freddo e un ventaccio infame,oggi sono uscito solo per prendere il pane e penso che mi stia venendo l'influenza,grrrr!e sabato devo partire per la Sicilia,speriamo bbbbene.
    Goditi ogni nanosecondo di tua figlia mi raccomando e buona vita anche a Voi.

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    1. Alle 13 nevicava al Podere.
      ...
      Tu pensa a coprirti bene, prenditi qualcosa di caldo, magari con miele e propoli, e poi facci una bella dormita.
      ciao e buon viaggio.
      A.A.

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  3. Ieri ti scrivevo di un autunno non freddo, ma in serata sembra avere svoltato bruscamente: qui, mentre tu scrivevi questo pezzo, tirava un vento della malora (un vento così forte non l'ho mai sentito in vita mia, credo abbiamo rischiato grosso), e questo è durato fino al pomeriggio di oggi. Sulle montagne, anche a quote basse, è cadutala neve, mi sembra molta (questa mattina mentre andavo al lavoro ho visto una vera e propria bufera su in alto). Che dire? Forse farà un inverno rigido, come vorresti?

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    1. L'inverno meteorologico inizia il giorno 1° di Dicembre.
      Quello astronomico il giorno 22 Dicembre.
      Ieri era il 13 Novembre...
      Io credo, caro Alligatore, che di tempo ce ne sia per farlo arrivare questo inverno, e non dovrà essere una settimana di freddo "un pò anticipato" a farci gridare all'evento, credimi.
      L'evento è stato, magari, avere un marzo (lo scorso) dove andavamo a maniche corte, ed un'estate che è durata ben oltre sei lunghissimi mesi.
      Appare quasi evidente che i picchi di freddo si stiano manifestando sempre più ai margini della stagione invernale: quello è il periodo in cui si manifestano giornate con valori maggiori sotto la media di quel periodo, e quindi la gelata di aprile o la neve di questi giorni, sembrerebbero confermare la mia teoria.
      Ed ancora, Tutto è sballato...
      ...tutto potrebbe divenire una nuova regolarità.
      Io, che sono una persona semplice, desidero forse cose troppo semplici, ed un inverno che sappia d'inverno (e non di un rigido inverno) è un auspicio che faccio a me ed a tutti voi, con il cuore e con la testa.
      Un auspicio che riporti tutti, in qualche modo, in una dimensione che oggi appare eccezionale, me che prima era regola.
      E se comunque, come dicevo poc'anzi, ci fosse una nuova regola...si tratterebbe di dovercisi adattare, con fatica, dolore, rinunce e magari anche qualche bella imprecazione, ma poc'altro potrei fare a tal proposito.
      Se ho resistito con la pressione massima a dei valori pari a quelli normali di una minima...e l'ho fatto spaccandomi la schiena e le mani sotto a quel cavolo di sole, tutti i giorni, per quei santissimi lunghi sei mesi...
      ...non sarà una freddatella di novembre a farmi crepare.
      E mi auguro, con testa e cuore, che questo valga per tutti.
      Pensiamo a coprirci, piuttosto, ad essere intelligenti quando si è al volante, ad assumere vitamine idonee con cibi sani, ed a prevenire o curare con rimedi naturali, e vedrai, vedrete tutti, che anche l'inverno non ci spaventerà più così tanto.
      Forza e coraggio, che abbiam riposto le camice leggere solo da due settimane.
      Piuttosto, caro Alligatore, in bocca al lupo per il vostro progetto.
      Son proprio curioso di seguirlo.
      Ciao e grazie
      A.A.

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  4. Meraviglia, che calore umano!!! Grazie!

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  5. E' stato piacevolissimo (come sempre, d'altronde) leggerti. Questo delicato spaccato di vita intima e quotidiana senza però farmi sentire un'intrusa, le tue previsioni ed organizzazione dei lavori in essere e che verranno, l'immagine delle tutine in quantità industriale (ah come faranno questi piccoli cuccioli a produrre tanta popò?!)che asciugano davanti al focolare...tutto ciò mi ha scaldato il cuore.
    E ne avevo davvero bisogno.
    Anche noi avremmo potuto raccogliere poche olive e quando già si era dell'idea di farlo, non per averne olio ma per metterle in barattoli con semi di finocchio, ha iniziato a piovere che non smette più e sulle cime intorno spolverata di zucchero a velo.
    Spero tu guarisca presto e bene dall'influenza, soprattutto perché non sia un perfido untore di fanciulle indifese! ;)
    Ti saluto con affetto e pensa che questo sarà il primo Natale della tua donnina.
    Ciao, a presto
    Susanna

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    1. Cara Susanna,
      ci penso, credimi, quasi ogni giorno oramai da tempo.
      Sto studiando un modo per portare in casa un albero (vero e con radici) che poi io possa trapiantare all'aperto: quello sarebbe il suo primo natale, negli anni a venire.
      Ogni albero messo a dimora ha un suo ricordo...
      Grazie per la dolcezza che porti nelle tue parole, sempre.
      ciao
      A.A.

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    2. Caro AA l'ideale sarebbe un Ginepro Comune che puoi trovare anche in qualche vivaio,non so quanto costa ma comunque e' sempre meglio che estirparlo e poi ripiantarlo..:-) Un caro saluto a tutto il podere

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    3. Il ginepro è nella mia zona l'Albero di natale per eccellenza, ma oramai da diversi anni è stato contrassegnato come protetto, e quindi (evidentemente a ragion veduta) intoccabile.
      E' una pianta che io adoro, in modo assoluto, e se dovessi trovarlo in vaso sarebbe per me un piacere poterlo acquistare e poi trapiantare intorno casa.
      Senza dubbio condivido in pieno.
      Un'altra pianta che veniva usata per tale scopo era l'Agrifoglio: pianta meravigliosa, ma anch'essa protetta.
      Chissà cosa riuscirò a trovare.
      Grazie mille per il consiglio.
      ciao Fabio
      A.A.

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    4. Si anche da me le piante usate prima dell'invasione dei nordici Abeti erano quelle...Ginepro e Agrifoglio...del resto la regione e' la stessa..Forse l'Agrifoglio e' piu' facile da trovare nei vivai anche se usano molto quelli variegati che con il nostro territorio non c'entro niente...ciao!

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  6. Bella la tradizione di piantare un albero per ogni figlio nato. Io ne ho 2 per i figli e 4 per i nipoti e proprio durante l'ultima bufera si parlava che l'albero più vecchio (ha quasi quarant'anni), sta diventando pericoloso. Chi avrà il coraggio di ridurlo a legna da ardere? io proprio non me la sento. E' sempre un piacere leggerti.

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    1. Bentrovato!
      Il giorno che morì mio nonno paterno andai nel bosco e piantai un albero proprio dove avevamo fatto i funghi la nostra ultima volta assieme.
      Due giorni dopo la morte di mio nonno materno trovai il tempo per piantare un albero in un posto lontano da casa ma vicino ad un mio caro ricordo.
      Un albero donato ai miei genitori per il loro venticinquesimo anniversario di matrimonio.
      Un albero per mia moglie, quando era lontana da casa ed io volevo sentirla vicina.
      Un albero per il nostro primo Natale assieme.
      Un albero che ricorda me, ed uno che ricorda lei, vicini, in un luogo a noi caro.
      Devo continuare?
      ...ma adesso è il momento di mia figlia, e visto che non ho potuto piantarne uno quando lei è nata, allora aspetto un albero a ricordarle il suo primo Natale con noi.
      ciao e grazie
      A.A.

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  7. Io ho progetti molto più modesti, vorrei farmi un pozzo, che qua l'acqua c'è in abbondanza! Quanto alle olive, mi dispiace non portare avanti l'uliveto di mio padre, faccio pure fatica a compilare un programma di lavori insieme con mio fratello.
    Non sapevo dell'Erede, insomma annata da dimenticare dal punto di vista agricolo, splendida però per la vostra famiglia!

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    1. Ciao Sara,
      Agronomicamente parlando l'annata peggiore della nostra storia, ma senza dubbio alcuno la migliore della nostra Vita per l'arrivo della piccola Erede.
      Siamo felici per questo, ed in questa felicità troviamo lo sprono quotidiano a guardare avanti, senza troppo demonizzare l'annata.
      Un pozzo?
      Il mio sogno...
      ciao e grazie
      A.A.

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