Taglio dell'erba per gli animali del podere

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sabato 6 gennaio 2018

La Befana "nuova" al Podere

Ricordare è cosa che mi viene facile, se si tratta di attimi vissuti nella mia infanzia, contornato da tutto quell'Amore.

Il giorno della Befana era paragonabile al giorno di Natale, e sopratutto con la mia amata bisnonna E. coltivavo una speciale aspettativa fatta dei suoi racconti sulle sue Befane di chissà quanti anni prima.
Lei, che era nata nell'otto (1908) e che veniva da un paesino dell'appennino (l'unica della razza mia a non essere nata qui in zona), aveva vissuto la più profonda tra le miserie, ritrovatasi bimba durante la prima guerra mondiale, con un fratello morto al fronte ed altri fratelli impegnati a sopravvivere in quel periodo tanto buio.
Lei aveva una mansione, ed era quella di parare il maiale nel bosco: con un vettino (la cima di un pollone spesso di castagno) direzionava l'animale a suo piacimento, trascorrendo così giornate intere a gironzolare nel osco dietro casa, senza distinzione di domeniche, feste o festine.
Ricordo che, proprio per la mia sesta Befana lei mi raccontò quella sua sesta Befana, trascorsa interamente al freddo, nella neve, a cercare di scaldarsi battendo i piedi a terra o saltellando un pò.
E quando me ne parlava, ricordo i suoi occhi di bimba che ancora brillavano per quel ricordo: mi emozionava sempre sentire quella vecchia ed adorata nonna parlare del suo essere bambina, quasi come a volersi rievocare in qualcosa di così tanto distante ma mai svanito in lei.
La Befana era la festa più importante, e lei diceva che la preparazione era fondamentale: si doveva preparare il fastello della legna (per avviare il fuoco), e lasciarlo ben comodo vicino alla cappa del camino, con accanto un bicchiere con un poco di vino e qualche ghianda.
La Befana, arrivando nella casa, si sarebbe rifocillata proprio con quella sorsata a bere, e le ghiande sarebbero servite per il suo ciuchino, mentre il fastello le serviva per riavviare il fuoco quando sarebbe ritornata a casa.
Ecco che così tanti anni dopo, quella magia si ripeteva per lei e per il suo nipote, tanto felice di esserne coinvolto.
Ricordo che si andava nel bosco, assieme, a preparare il fastello della legnetta buona e secca, e lo si legava con uno spago, bello stretto per non far scappare la legna durante il viaggio in groppa di ciuco.
Poi, oltre alle tre ghiande di cerro, mettevamo anche una carotina, mentre il bicchiere lo lasciavamo mezzo vuoto, usando comunque il vino nero della cantina.
Un gran calzettone di lana poi penzolava da quella cappa, pronto ad essere riempito con chissà quante cose buone.
E la Befana passava, sempre: a casa di babbo e mamma era la più colorata e ricca, con tanti dolciumi, ma anche regali e regalini; a casa dei miei nonni un'altrettanta calza ricca, anche con qualche giochino piccino; ma la mia preferita era quella di nonna E.
Era una calza che tanto mi ricordava la tradizione. Dentro c'era sempre qualche dattero, qualche mandarino, un arancio (al quale si usava fare sempre una gran festa...proprio come un tempo), qualche noce, qualche nocciola, qualche mandorla. uno o due anacardi, le caramelle Rossana, le caramelle al Rabarbaro, a volte un gomitolo di spago, piuttosto che un nastrino colorato o un sassino dalla forma strana.
E poi, il cartoccio con un pezzettino di carbone, quello con lo spicchio dell'aglio e quello con la cipolla: tutti e tre significavano che qualche marachella l'avevo fatta in passato.
Ricordo i suoi occhi, e quelle mani così noccute e rugose che mi aiutavano a frugare nella calza e a mettere da parte le cose.
A scriverlo ancora oggi mi batte forte il cuore, tanto mi manca il suo sorriso...
Ecco, oggi è la Befana.
Oggi è una bella festa per la mia zona, e per la mia famiglia.
Sarà una Befana "nuova" per noi, con una creatura che ancora non si rende conto di tutto questo, ma che avrà la fortuna di avere la sua bisnonna (la figlia della mia bisnonna E.) che ad ottantotto anni suonati da pochi giorni la prenderà in collo e gli reciterà qualche filastrocca dei suoi tempi.
Forse per l'ultimo anno io e mia moglie avremo una calza per noi, e già tutti in famiglia fantasticheremo sulla prossima Befana e sulle storie da raccontare a questa bella bimba.
Ecco, oggi è un giorno di festa.

19 commenti:

  1. La befana,mamma mia che bei ricordi...

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    1. Non ho ben presente oggi che cosa realmente possa rappresentare, ma quando ero bimbo io era una festa importantissima...proprio per gli allora noi bimbi.
      ciao
      A.A.

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  2. Leggendoti ho ricordato i miei nonni..nei loro racconti mi dicevano delle sofferenze passate... ai miei occhi di bimbo sembravano cosi' inverosimili....Purtroppo non ci sono piu' da tanto.. con loro e' scomparso il collegamento con realta' oggigiorno all'apparenza cosi' lontane..Mi mancano..mi manca la loro storia...il loro modo semplice di dare risposte..oggi piu' di ieri...Un abbraccio AA e buona calza!

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    1. Caro Fabio,
      oggi mi sono goduto la Befana, ed è stata la trentottesima per me.
      Il regalo più grande è stato vedere proprio la mia nonna e la mia figliola assieme su quel divano.
      A me questa cosa fa battere forte il cuore, tanto.
      Grazie.
      A.A.

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  3. Tenero questo tuo dettagliato ricordo, che emoziona anche noi che ti leggiamo.
    A Roma festeggiavamo il Natale con l'albero e il presepe e la notte di Natale a mezzanotte si metteva il Bambinello nella capanna che lo attendeva (magari era anche stato benedetto la domenica prima, in piazza San Pietro, dal Papa). Ma la vera festa per noi bimbi era la Befana: allora finalmente si aveva il giocattolo agognato e non mancava mai il carbone zuccherino.
    Grazie anche di questo tuo prezioso racconto.
    Un abbraccio alla tua piccola befanina :)
    Susanna

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    1. Grazie Susanna.
      Credo che quella della Befana sia un pò una tradizione assai importante per tutto il centro Italia.
      In Toscana poi era LA FESTA.
      Per un bimbo cresciuto con i nonni, per me aveva poi un sapore particolare.
      Ciao Susanna e grazie ancora.
      A.A.

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  4. Bel racconto di buone cose dolci di una volta (non la sapevo del carbone con l'aglio). Da noi è una festa molto meno sentita, a dire il vero, a parte il bruciare la vecchia, cosa che mi pare un po' macabra

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    1. Qui guai a bruciarla, anzi...
      Se a una vecchietta gli vien dato della Befana, questa ti ringrazia sorridendo, pensa te che considerazione ci s'ha di questa donnina.
      Il carbone era senza aglio, ma c'era il carbone e/o l'aglio e/o la cipolla...e non era segno buono quando le trovavi nella calza, anzi.
      Ciao alligatore.
      A.A.

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  5. Lì al podere vecchio , ancora mi vedo seduta sui gradini, proprio lì, dove la scala girava per andare alle camere da letto al secondo piano.Noi due io e Marco mio fratello di un anno più grande,con quei pigiamini di flanella a righe e quello mio a fiorellini con il merlettino al colletto, ai polsi, alle tasche e lungo l 'abbottonatura che ci cuciva la zia.Accucciati,un po infreddoliti, un po nascosti e in silenzio per vedere e non farci vedere....aggrappati alla ferrata del passamano....Nonna ci sgridava ci minacciava dicendo che la befana non sarebbe passata.....ma niente noi facevamo finta di non sentirla...noi la volevamo proprio vedere la befana....ma il sonno poi vinceva sempre . In fondo ,infondo alla calza tra cenere, carbone e dolcetti c'era sempre qalche gioco, un bambolotto per me e un trattorino per lui.....la plastica ancora non l'avevano inventata.....meglio, molto meglio.....(befane inizi ani sessanta)A mio marito un po di anni più vecchio ,una volta la befana ha portato l'arancio già sbucciato perché a casa sua avevano ammazzato il maiale e le bucce dell'arancio le avevano messe per condire l'impasto delle salsicce......A me l'aglio non me lo portava però nonna mi faceva le collane con l'aglio per i vermi diceva.....A Marco piacevano tanto i trattori...papà in quegli anni comprò un OM 55 a cingoli ( faceva il contotersista) e Marco a 12 anni morì con un incidente con questo trattore ....lui che doveva continuare la vita al podere vecchio e tutto fini. .....I ricordi delle befane insieme sono rimasti forti.....La vita è davvero piena di sorprese belle e brutte....
    Buon 2018 A.A.

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    1. Che cosa tu mi vieni a raccontare.
      Come una storia scritta male, questa tua fa scaldare il cuore e fa venir freddo.
      Mancano ancora 10 minuti alla fine di questa ultima giornata di festa, ed il mio ultimo pensiero lo lascerò proprio qui, tra le righe di questa tua vita raccontata.
      Grazie per averla voluta condividere, ne sono onorato.
      A.A.

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  6. Che bello questo racconto! Io che potrei essere la tua mamma per età, avevo una nonna nata nel 1908. Anche lei mi raccontava delle storie di quando era giovane... Purtroppo non ho molti ricordi delle mie epifanie... ma leggere della tua calza mi ha emozionato! È una grande fortuna e una grande opportunità nascere in una famiglia amorevole...

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    1. L'Amore non mi è mai mancato, e la mia Famiglia mi ha insegnato bene a viverci assieme, senza sentirmi strozzare e senza nemmeno volerlo rinnegare.
      Volersi bene, sempre e comunque, è stato alla base di tutto, e sopratutto del rispetto che non è mai mancato.
      Ho avuto la fortuna di avere tutti questi nonni intorno a me, e spero che anche mia figlia possa godersi i suoi per un lungo tempo.
      Grazie Cinzia.
      A.A.

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  7. Una figura d'altri tempi, che eredità preziosa da trasmettere alla tua piccina!

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  8. Ciao A.A con il tuo racconto mi hai ricordato di quando le mie nonne ( nate alla fine dell'ottocento) mi raccontavano delle loro befane.La nonna materna nata a maiori ,in costiera amalfitana riceveva agrumi canditi e caramelle di orzo, l'altra nata in campagna nell'entroterra Salernitana aveva la calza piena di nocciole, fichi,noci.Oggi se capitano nella calza due caramelle uguali sembra quasi un'offesa.grazie dei tuoi racconti.valentina

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    1. Ma grazie a te Valentina.
      Leggendoti mi son ricordato che nella calza di nonna non mancavano mai anche altre due cose (buonissime per me): fichi secchi e castagne secche (dette "dolcini").
      Vedi com'è buffa questa cosa? Io leggo te, e mi ricordo di altre cose...
      Ciao
      A.A.

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  9. Ciao A,A,avrei un consiglio da chiederti,ho messo due giovani galline ovaiole e due polli giovani in un pollaio di un amico dove già razzolavano da tempo 4/5 galline.i nuovi arrivati sono impauriti Perché spesso beccati.Che devo fare? Aspettare o costruire un nuovo pollaio.Mi fanno tanta tenerezza.Grazie, Valentina

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  10. Ciao Valentina,
    se nel pollaio non c'erano altri galli, allora non dovrebbe accadere niente di strano: le galline dovranno stabilire le nuove gerarchie.
    Ci sarà chi primeggerà, e chi dovrà "abbassare la cresta".
    A meno che non ci siano soggetti particolarmente iracondi, dovrebbe risolversi tutto nel giro di pochi giorni.
    Tu comunque metti il cibo in più posti, in modo che ognuno abbia l'occasione per nutrirsi.
    E poi magari facci sapere come procede.
    ciao
    A.A.

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