Taglio dell'erba per gli animali del podere

Taglio dell'erba per gli animali del podere

sabato 18 luglio 2026

Si rompe il silenzio, e si chiede scusa

 Il silenzio accompagna i passi, la zappa che fende il terreno, i pensieri, la stanchezza.
Il silenzio è un lusso che posso permettermi, e me lo godo.
Ma...
Ma troppo silenzio è passato in questi mesi qui, in questo angolo di internet che tanto (e tanto davvero) mi ha dato in questi anni, e che tanto (tanto davvero) mi ha conquistato nel cuore e nelle meningi.
Ebbene, rompo questo silenzio, e torno a scrivere di me, di quel che faccio, di sogni e frenate, sole e grandine, passione e riflessione.


Cari avventori occasionali, e Cari Amici che da anni mi seguite e sostenete con commenti, critiche, apprezzamenti...
A tutti voi debbo delle scuse.
Scusarsi è un atto doveroso, visto che ho volutamente chiuso, senza troppo avvisare in precedenza, sentendo la necessità di un congedo momentaneo ma senza data di scadenza.
Prima cosa, sto bene, come sta bene la mia famiglia, come sta bene il Podere e la tanta Vita che lo alimenta.
Seconda cosa, si sto ancora scrivendo, e scrivendo ancora di quelle storie che legano la valle, le colline, la montagna: storie di fantasia, storie vissute da altre anime, storie da me vissute.
Terza cosa, vi racconto come sta andando questa annata duemilaventisei, ormai al settimo mese della sua vita, dove mai son stato così preso dal lavorare qui, tra soddisfazioni e complicazioni.

Non riassumerò l'anno, mese per mese, ma vi basti sapere che la neve c'è stata, anche tarda ovviamente, e che il freddo c'è stato, anche oltre l'inverno...ovviamente, e che la primavera è stata calda, soleggiata, e le fioriture sono state abbondanti.
Colori ed odori mi sono esplosi in faccia ogni giorno, quasi come a volermi inebriare, curare, e a farmi sprigionare ancora più passione.
Le gambe, le braccia e la schiena sono stanche, tutte, ma vedo che ancora lavorano, e quindi si riposeranno dopo la castagnatura, come è da tradizione.
Senza sabati e domeniche da...beh ormai da marzo, un pò come una palina di un vecchio flipper, son rimbalzato da un lavoro all'altro, cercando di non perdere mai tempo, perchè poi ci pensava la pioggia a mettermi le ganasce ai piedi, ed a farmi essere impaziente di riprendere a preparami per l'estate.
E l'estate è arrivata, stranissima: maggio caldo, ma caldo veramente, il più caldo di sempre (parevano i primi di luglio...e non esagero a dirlo): giungo bastardo, che prima ti illude, e poi si porta dietro la coda di quel freddo che non aveva sfogato in primavera, ed ha fatto freddo davvero, non scherzo mica, con il camino acceso, le imprecazioni che ruzzolavano oltre i denti serrati i lo sfacelo nell'orto, per le api, per i frutti.
Grandine, tanta, maledetta lei che viene sempre a crivellare i sogni miei e della mia famiglia.
Oh, ma non gliela ho data mica vita, sapete?!
No davvero.
Come smetteva di grandinare, via a far trattamenti con la propoli per curare le ferite e prevenire le malattie, giù di potature verdi per alleggerire le piante dalle parti martoriate, e via di camomilla per farle ripartire prima.
Dalla patata al melo, e nel mezzo ci sta tutto.
Mi sono sgomentato?
Non più di tanto, ed ovviamente quella bella e cara alleata (l'adrenalina) mi ha fatto passare dolori alle giunture e mi ha mezzo un bello sprint per recuperare il recuperabile.
Vivo da quei giorni con il sedere ben serrato (non ridete...son certo che capirete), e tiro diritto sempre pensando al bicchiere mezzo pieno.
Luglio, un pò vanitoso e parecchio prepotente, ha sgomitato in modo maldestro, con calore e vento, e le piante hanno tirato su il capo, e si che c'è stato da fare.
Ma come si dice...non Agricoltori non siamo mai contenti, vero?
Quando troppo siccitoso, quando troppo piovoso, quando troppo caldo, quando troppo freddo.
Alla fine sono qui al giro di boa di questa estate montana, considerando che tra un mese e mezzo sarà autunno qui, e quindi posso solo raccogliere i frutti del duro (tanto duro) lavoro: pochi, magari non belli, ma buoni e spero tanto...sani.

Proprio qualche sera fa ero fuori ad ascoltare i grilli, e mi dondolavo pensando che sarebbe stato bello potervi parlare uno ad uno...a quelli che hanno tempo e voglia di scrivermi qui in pubblico (e sapete che lo apprezzo sempre tanto quando lo fate), e quelli che leggono e rimangono silenti.
Mi sono ricordato di un indirizzo email che aprii anni fa, e che era bloccato per non so quale motivo.
Rientrando dalla frescura della notte, ho acceso il computer, ed in pochi attimi ho risolto il problema di quell'indirizzo email.
Oh, che patimento leggere email del 2019 e del 2020...
E devo scusarmi ancora ed ancora se non ho mai risposto a quelle email, ma le ho viste soltanto adesso.
Io , imbranato cosmico di fronte alle vie informatiche, ammetto la colpa.
Ma...
Ma ho ripristinato l'email, agricoltoreanacronistico@gmail.com e quindi (e mi rivolgo a tutti...ma sopra a tutto a quelli che non amano scrivere in via Anonima perchè Google è poco simpatico con chi non abbia un account con lui...lo so) scrivetemi, se volete, e proverò a fare del mio meglio per rispondervi, e se dovessi avere ancora problemi con quella email, lo comunicherò qui nel blog.
Quindi, ovvia, diamoci animo e vediamo se riesco a farmi perdonare in questo modo.

Spero che sappiate trovare rifugio e sollievo da questa calura assurda che ci sta schiaffeggiando ormai da troppo tempo, e che le vostre vite sappiano trovare il proprio "bicchiere mezzo pieno", sempre.
Un abbraccio a tutti
A.A.




1 commento:

  1. Bentornato. Non devi scuse a nessuno, hai diritto di scrivere nel tuo blog quando ti va e quando ti senti, non é un obbligo. Sei bravissimo a scrivere portando le persone nel tuo mondo o dentro i tuoi racconti, ma sentire il bisogno di allontanarsi dalle cose del web è normale, specialmente dopo tante pagine scritte. Anzi é già tanto che un blog ce l’hai ancora: dopo l’avvento dei social ne furono chiusi tantissimi, ci fu una transumanza verso Facebook e poi verso tutti i social arrivati dopo, e tutt’oggi molti blog vengono abbandonati.
    Mi é piaciuta molto questa tua escursione nelle stagioni, nella neve nel sole e nella grandine e di come hai affrontato tutto. Sono certissima che il tuo raccolto sarà buono e sano, perché ci hai messo la maestria e il cuore nel coltivarlo.
    Ti invidio un pò nel clima delle tue montagne, che non sarà mai come l’inferno che in questi giorni viviamo qua, con una percezione di calore che arriva a 42 gradi complici le alte temperature e una umidità che in certi momenti sembra densa, con aria irrespirabile e rovente. Si vive giorno per giorno, contando quanto manca a settembre e sperando di superare questi mesi di calura.
    Buon proseguimento di tutte le tue attività, e grazie per questa descrizione dei mesi passati, poiché anche nel raccontarci le difficoltà comunichi sempre pace, quella data dallo scorrere della vita naturale e delle seppur faticose attività agricole.

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