Taglio dell'erba per gli animali del podere

Taglio dell'erba per gli animali del podere

domenica 12 gennaio 2014

Lista n°4: il podere e le strutture nell'azienda

La quarta lista è quella che maggiormente affonda le radici nella mia memoria, e che maggiormente ho discusso con i miei cari: ero un bimbo e sognavo il podere, ed oggi che ne abito uno vedo quanto la struttura debba essere adeguata alle esigenze dell'Agricoltore
Anche per questa lista sia chiaro che:
- non è mio intento dire cosa sia giusto o sbagliato per chi legge, ma solo cosa è giusto per me e per le mie esigenze;
- il podere e le strutture sono quindi adatte alla mia azienda, a quello che allevo, coltivo e quindi produco, al clima e l'altitudine di dove vivo, e sopratutto a quella praticità ed esperienza che negli anni ho maturato.  Non ultimo anche il gusto personale (mio, di mia moglie e della mia famiglia) ha il suo giusto peso;
- non voglio offendere nessuno, ed esprimo solo un mio personale parere sull'argomento, senza voler denigrare chi la pensi in modo diverso dal mio. Che ognuno abbia il podere che più gli piace: Non c'è un meglio o un peggio.
Questo è IL MIO ELENCO, e non l'elenco che tutti dovrebbero fare o avere nel cuore...che sia chiaro!

Questa lista comprende cose che già ho e cose che vorrei avere: un podere ideale.

Prima di procedere con la consueta lista vorrei dedicare qualche riga ad un aspetto che io reputo il più importante.
La struttura abitativa è senza dubbio fondamentale, come lo sono tutte le strutture per il ricovero degli animali, lo stoccaggio delle materie prime e la lavorazione di queste, ma c'è una cosa che su tutte deve (a mio avviso) essere in cima ad ogni lista (anacronistica o no): IL POZZO DELL'ACQUA.
L'acqua è vita, e questo non l'ho detto certo io, e l'agricoltore ha il compito di assecondare, gestire, incrementare e limitare la vita (di ciò che coltiva e alleva), e senza acqua non fa nulla.
I vecchi, che in questo erano particolarmente saggi, prima individuavano un luogo ove fosse presente l'acqua, realizzavano il pozzo, e successivamente costruivano il podere e tutte le strutture necessarie.
Oggi più che mai, dove inevitabilmente il valore (se non addirittura il "lusso") dell'acqua è spostato al centro di serie problematiche anche nel nostro territorio (falde che si prosciugano, che si inquinano e che divengono salate), siamo chiamati ad avere un consumo moderato e consapevole dell'acqua del rubinetto, cercando di recuperare e riciclare il più possibile, limitando al massimo gli sprechi e facendo tesoro di questo enorme dono che la Natura ci ha dato modo di usare.
L'acqua in agricoltura è fondamentale quanto il sole, e viene da se che senza acqua non si possa far nulla; ecco che il pozzo ci vuole.
Se poi il pozzo è di acqua potabile...ancora meglio.
Mi fermo qui sul tema dell'acqua, ma mi ripropongo di discuterne in una discussione specifica.


Ecco la lista del Podere inteso come struttura abitativa.
Ci sono delle caratteristiche e dei requisiti che deve avere:
1) Essere su due livelli, con l'ingresso, la cucina e il soggiorno al piano terra, e il bagno con le camere al piano primo.
Per molti potrebbe non apparire pratico un podere su due livelli, ma questo contribuisce a tenere divisi la zona giorno (a piano terra) dalla zona notte( al piano primo): al p.t. ci saranno stufa e camino, mentre al p.1. ci saranno i radiatori.  Vi assicuro che fare le scale con la legna...con tanta legna, è un lavoraccio.  E poi mi piace dormire più in alto: diciamo che mi da un senso di protezione che dormendo a p.t.non ho.

2) La struttura deve essere in bioedilizia: credo che questo aspetto sia abbastanza logico, dove i materiali naturali (quali pietra e legno) la fanno da padrone.
3) Infissi solidi: doppi vetri a tutte le finestre, ampiezza delle finestre relativa (non sono un amante delle finestre ampie), sportelli (o scuri) alle finestre (niente serrande, persiane o strane tapparelle).  Questo contribuirà a mantenere il caldo in inverno ed il fresco in estate, oltre che fornire un solido riparo.
4) Riscaldamento a legna mediante stufa e camino: in cucina la cucina economica, nel soggiorno il termocamino.  Mediante delle pompe, l'acqua del temocamino sarà portata a livello superiore, provvedendo a riscaldare i caloriferi collocati nelle varie stanze.  Una nota sul termocamino: sarebbe bene che fosse provvisto di sportello a vetro per evitare rischi durante la notte (ed anche per concentrare maggiormente il calore sulla serpentina di rame che gestisce la temperatura dell'acqua).  Tutta l'acqua calda della casa viene gestita dal camino.
5) Pannello solare per l'acqua: naturalmente in estate il camino non si accende, ma l'acqua calda è ugualmente richiesta.  Un pannello di quelli di ultima generazione che possa durare a lungo nel tempo.
6) Impianto mini eolico: è una mia fissa, lo confesso.  Abitando in luoghi molto ventosi, vedo tutta quella potenziale energia che non viene sfruttata.  Parlo di un mini eolico da 3kilowatt, che possa essere interamente sfruttato nell'abitazione come unica fonte energetica in modo da renderci indipendenti dalla rete.  C'è comunque il bisogno di batterie per un minimo stoccaggio in caso di calo di vento.
7)Generatore elettrico a motore o Fotovoltaico: già immagino le vostre facce.  "Come" starete pensando "questo vuole salvare il mondo, desidera l'eolico...e poi prende uno di quei consumagasolio che inquinano?"
Signori miei, la volontà di staccarmi dalla rete sarebbe maggiore del peso di alcuni compromessi, e ho sottolineato che l'eolico viene messo laddove c'è vento (tanto vento), e ci sono sempre le batterie che è vero che sono inquinanti, ma che è anche vero che hanno durate anche ventennali (in alcuni casi).

L'alternativa al Generatore Elettrico sarebbe il fotovoltaico: un vero sogno poter ricavare energia elettrica solo dalle rinnovabili.  Ci vuole sole, un tetto (e mai in terra...mai) su cui installarle, e diversi quattrini (considerando che non vorrei mai rivendere alla rete la corrente ma vorrei usarla tutta per me).  Dovrei necessariamente scegliere fra il compromesso di rimanere allacciato alla rete e quello del generatore (comunque di ultima generazione che consumi poco).
8) Acqua potabile del pozzo: fatte le dovute analisi, e ripetute poi nel tempo a venire, il pozzo rappresenta l'unica solida soluzione per acqua potabile.  Basta bottiglie inquinanti, vetro da riciclare e kilometri su kilometri per consumare un bene come l'acqua: si apre il rubinetto e si gode di quello che si ha.
L'acqua potabile, mediante pompa, dovrebbe essere portata ad una cisterna messa a monte della casa, e da li entrare in circolo per caduta.  In questo modo la pompa si aziona solo per mantenere un livello nella cisterna, e poi l'acqua arriva nel rubinetto alla giusta pressione grazie al dislivello che si creerà tra la cisterna e la casa.
9) Acqua non potabile: l'acqua piovana deve essere stoccata in apposite cisterne, e pulita mediante filtri.  Nella casa ci sono due linee per l'acqua: quello per la potabile (che arriva ai rubinetti dell'lavello e del lavandino) e quello per tutte le altre (dallo sciacquone alla doccia).
La linea non potabile funziona come quella potabile, dove l'acqua viene pompata dalle cisterne di raccolta a quelle di stoccaggio (a monte della casa), filtrata e immessa per caduta nella linea.
Mi è stato addirittura parlato di un mini impianto idroelettrico che, grazie appunto alla caduta dell'acqua (necessaria per creare pressione nella casa), frutta questa con delle piccole pale e genera un pò di energia elettrica. 
10) Cucia: ampia, con stufa/cucina economica, lavabo in pietra o graniglia, un bel frigorifero che possa contenere la carne a frollare (in estate quando non basta la temperatura della cantina), e frutta e verdura. In cucina si pranza e cena, ci si fa da mangiare e ci si vive la maggior parte delle ore diurne (non a caso viene anche chiamata casa).
11) Soggiorno: la cosa che più è importante è il camino, e che ci sia un bel tavolone con le sedie pronto ad accogliere le sgranate (pasti abbondanti) con amici e parenti.
12) Camere: per me l'importante è che ci sia il letto, l'armadio, e che siano calde in inverno.
13) Bagno: non so bene come sarebbe un bagno anacronistico...forse non ci sarebbe, ma a me la doccia calda piace e quindi opto per l'essenziale e la semplicità.
14) Pavimenti: al p.t. rigorosamente cotto di recupero. E' rustico, è bello, e ci si vede poco lo sporco (e quest'ultimo aspetto in campagna non è cosa da poco).  Al p.1. il legno è la soluzione migliore, ma per legno parlo di tavoloni grezzi e non parquet intriso di chissà quali e quante sostanze chimiche.
15) Tintura interna: secondo me la calce è la cosa migliore perchè fa respirare i muri e la casa tutta.
Anche la pietra o l'intonaco grezzo hanno il loro fascino.


...insomma, la casa deve essere a misura di chi la vive, ma credo che le camere del piano superiore debbano essere piccole in modo da riscaldarsi (e mantenere il calore) molto facilmente, e che non ci sia da divenire matti per pulirle.

Passiamo adesso alle strutture esterne all'abitazione.
16) Cantina: più opportunamente dovrei parlare di cantine.  Partendo dal presupposto che in questo elenco non andrò a considerare quei locali indicati prettamente per la produzione destinata alla commercializzazione, e quindi locali regolamentati dalle norme sanitarie, qui si parlerà di autoconsumo.
Le cantine, appunto al plurale, dovranno essere tre: una per lo stoccaggio del vino, dell'olio e dei vari sott'oli, conserve e marmellate; una per la vinificazione (questa sarebbe meglio che non fosse interrata); una per i formaggi (va bene anche piccola ed interrata purchè abbia un finestrino).
Naturalmente questo è un lusso che non tutti possono permettersi, ma avere tre ambienti distinti aiuterà i vari lieviti, muffe e batteri a svilupparsi al meglio a seconda dell'alimento presente, oltre che tre temperature distinte.
17) La Stanza: si chiama così quella stanza che viene dedicata alle lavorazioni del formaggio, della carne, delle verdure e della frutta.  Ne La Stanza ci sono i fornelli, un bel ripiano di marmo, un lavello e tutti quegli attrezzi necessari per le lavorazioni: dalle cascine ai canestri, dal tritacarne all'insaccatrice, dal ballino (sacco) del sale ai barattoli vuoti, dai pentoloni per sterilizzare alle pentole per la marmellata.
Per me questa stanza è forse tra le più importanti.
18) Forno a legna: un podere non si può chiamare tale se non ne ha uno.
generalmente posti di fianco all'ingresso dell'abitazione, oppure di fronte, i forni sono un enorme risorsa. Farina dei propri grani, lievito madre, legna da ardere e forno: un appuntamento settimanale che si ripete di volta in volta, con la dovuta sacralità ed attenzione.

Oltretutto, come parlai due anni fa in un'altra discussione, i forni possono essere alimentati anche con gli scarti di potatura (vite, olivo e frutti), cosicché non si butti via nulla.
19) La Carraia: un tempo dedicata al ricovero del carro, oggi trova il suo impiego per ricoverarvi attrezzature agricole, se non addirittura il trattore. Ma perchè non destinarla al suo utilizzo iniziale? Quindi la carraia diviene fondamentale per riparare il carro (per la trazione animale), per sistemarci i vari finimenti dei cavalli, le selle, il basto, e se s'è spazio anche qualche attrezzo agricolo di legno utilizzato per la trazione animale.
Insomma, secondo me la carraia dovrebbe fare...la carraia, appunto.
20) La Legnaia (o legnaina): prossima all'abitazione, è il luogo dove viene stivata la legna da ardere già segata. Ci sono infatti due misure di taglio: quello da camino, con lunghezza e sezioni maggiori, e quello da stufa, con misure tendenzialmente ridotte (salvo i ciocchi per mantenere il fuoco acceso durante le ore della notte).
21) Il Porticato: invece di inserirlo nell'elenco dell'abitazione, ho scelto di metterlo come vera e propria struttura funzionale all'azienda.  Senza dubbio il portico ha il suo fascino, e sono memorabili i pranzi e le cene accolte per la bella stagione, ma io lo vedo principalmente per un altro scopo.
Immaginate di rientrare dalla stalla, o dalla porcilaia, e di dover entrare in casa: ci vorrebbe un ambiente dove scambiarsi e tenere i panni.  Ecco che una parte del portico può essere opportunamente chiusa e destinata proprio a questo: lo spogliatoio.
Anche con il freddo più rigido, la pioggia, la neve o il vento, non sarà difficile scambiarsi ed entrare subito in casa, ed ilo portico potrà offrire anche questa comodità.
Per di più ci si può stivare la legna (magari direttamente con la carriola), o appoggiare materiali da lavoro durante i passaggi nella casa.
E' molto bello (e forse anche più caratteristico della mia zona)anche il pergolato, ma seppur sia eccezionale durante l'estate, non offre alcun tipo di riparo dai vari agenti atmosferici, e non trovo che possa essere indicato come una struttura funzionale all'azienda.
22) Stalla e fienile: parlo di una struttura ben precisa, tipica della mia zona e non solo, che oramai sta scomparendo nelle moderne aziende agricole.
Posta di fronte o accanto al podere, era (ed è ancora) fatta di muratura, dviluppandosi su due piani, con sotto la stalla e sopra il fienile: un fabbricato generalmente di modeste dimensioni (dai 15 ai 40 metri quadrati per livello), che comunque offriva la comodità di stivare il fieno proprio sopra il luogo dove sarebbe stato usato.
Infatti prima (e volendo anche adesso) il fieno veniva sfalciato e stivato con il forcone, per poi essere giornalmente distribuito nelle mangiatoie sottostanti attraverso una semplice botola (o apertura) sul pavimento del piano che sovrastava gli animali.
Amo questa struttura, e da sempre sogno di riuscire a realizzarne una: posso assicurarvi che va bene anche con le classiche balle rettangolari (le presse), e sopratutto in caso di pioggia o neve è di grande praticità.

Un'altro aspetto che oramai sta scomparendo (spesso per ovvie questioni sanitarie) è la promiscuità tra animali diversi, e spesso queste stalle-fienili accoglievano dei veri e propri reparti che servivano per dividere (anche solo con un piccolo muro o delle tabelle di legno) il cavallo (o il ciuco) dai buoi, o piuttosto il branco delle pecore dalle mucche.
23) Il Castro: per questa struttura invece non ho particolare passione, poichè non ho mai condiviso l'idea che un maiale per vivere bene debba farlo in un casotto di cemento di pochi metri quadrati. La struttura di persè potrebbe anche andarmi bene, ma io sostengo che invece il maiale debba potersi muovere liberamente all'interno di un pascolo.
Una pozza d'acqua poco profonda (è perfetta anche fangosa), degli alberi che offrano riparo e cibo (su tutti i castagni, i cerri e le querce), erba ed arbusti a volontà, un buon recinto interrato e robuste colonne a sostegno di questo...ed ecco che anche il classico casto di muratura mi va bene, ma solo come riparo.

Naturalmente io allevo animali molto rustici, e per loro vivere rinchiusi sarebbe una doppia congiura.
24) Il Pollaio: immancabile. Ogni podere che si rispetti ne ha uno, e sulla forma ed i materiali di realizzazione ci sono mille scuole di pensiero.
Il mio pollaio è di legno, realizzato con colonne di castagno e le classiche sottomisure (tavole usate dai muratori), con un bel tetto di lamiera ed un'ampia voliera.

Il pollaio è posto al centro di un grande recinto (purtroppo con cani troppo esuberanti mi è impossibile far pascolare i miei amati polli nell'aia) dove sono presenti alberi da frutto, siepi, e dove addirittura è possibile seminare delle erbacee qualora i polli avessero fatto tabula rasa.
Quando c'è la neve, o il vento forte, o magari la volpe e la faina hanno mietuto le prime vittime al pascolo, per un pò decido di tenere "chiusi" i polli nel pollaio che infatti è provvisto di una voliera, ossia un ampio spazio dove gli animali possano razzolare stando comunque all'asciutto poichè coperti dal tetto, e protetti dai predatori.
Nel pollaio ci sono anche veri e propri reparti: da quello dedicato alla cova per le chiocce, a quello per i pulcini, a quello per gli animali malati o feriti, a quello dove le galline possano deporre, alla classica "mensa" dove gli animali possano abbeverarsi e sfamarsi a dovere.
La promiscuità tra avicoli è talvolta obbligatoria (per questioni di spazio), e quindi i tacchini convivono con le chiocce, come le anatre convivono con i pollastri, e questa struttura deve offrire riparo e spazio per tutti gli animali che accoglie.
25) La Conigliera: l'area dedicata all'allevamento del coniglio.  Come per il maiale, anche per il coniglio non ho particolare simpatia per gli ambienti vitali troppo ristretti, ma gestire i conigli in garenna non è cosa semplice.
A mio avviso un buon modo per allevare i conigli potrebbe essere questo: farli nascere nei gabbioni e poi, una volta svezzati, metterli in garenna ed abituarli a pascolare sul terreno e a mangiare l'erba fresca...in modo molto graduale.
Il coniglio è un animale delicato, e con poco potrebbe mal tollerare alimenti troppo umidi, e quindi ci vuole esperienza.
La conigliera, spesso posta all'aperto sotto teli da ombreggio, o spesso realizzata in vere e proprie strutture che paion pollai, è appunto tutta l'area che viene usata per i gabbioni e per i recinti.
26) Il Magazzino: anche se il nome può evocare tutt'altro, è quella struttura (o stanza) che viene usata per stoccare le granaglie dopo la trebbiatura, il molino per le farine ad uso zootecnico, le farine stesse, e buona parte delle attrezzature per l'orto e gli animali.
27) L'Officina: può far parte del Magazzino, essergli adiacente o comunque vicina.
Qui ci sono tutti gli attrezzi che servono per riparare, costruire o demolire qualsiasi cosa (meccanica o non) che è presente in azienda.  Dalla cazzuola allo scalpello, dalle chiavi inglesi al trapano, dalla cassetta dei dadi e bulloni alla saldatrice, dal compressore al lubrificante per il trattore...ogni genere di attrezzo viene stivato in questo luogo, dove oltre al caos (perlomeno apparente) è immancabile un grande e solido bancone da lavoro, con tanto di morsa ed incudine.
28) Il semenzaio-serra: che abbia un anima di metallo, di legno o di muratura è il luogo fondamentale per far germinare i nostri semi, e per dare ricovero alle piante nei rigidi mesi invernali.  Generalmente nell'orto, deve essere essenziale e provvisto dell'altezza giusta per non farsi venire il mal di schiena.

...e quante altre strutture vorrei aggiungere in questo elenco, parlando della piccionaia piuttosto che della concimaia, oppure della baracca del trattore ansichè delle varie recinzioni, oppure delle cisterne per la raccolta dell'acqua piovana e delle pompe per gestirne il flusso.
Ricordo che quando facevo questa lista a voce alta per poco non mi si seccava la voce da quante parole riversavo sull'argomento, e per questo adesso decido di fermarmi qui per non annoiare troppo chi legge.
Il podere, oltre ad essere la casa ed il riparo dell'Agricoltore, è anche il centro dell'Azienda...il cuore di questa, e non importa quanto grande sia, purchè sia a misura di chi lo abita e ci vive.






lunedì 6 gennaio 2014

Lista n°3: trattori ed attrezzature agricole

La terza lista è certamente la più contraddittoria: da una parte c'è l'inequivocabile voglia di comodità, di potenza e di scelta tra diverse attrezzature specifiche, mentre dall'altra c'è la voglia di limitare al massimo l'inquinamento, non effettuare lavorazioni invasive, limitare il numero di interventi e agevolare il lavoro manuale, favorendo sempre quell'Autarchia che in ogni cosa mi accompagna.
Anche per questa lista sia chiaro che:
- non è mio intento fare un trattato sulle attrezzature ed i trattori nominati, ma semplicemente evidenzierò gli aspetti che più mi interessano;
- non menzionerò nomi e marchi di nessun genere, facendo solo riferimento al tipo di attrezzatura;
- non voglio offendere nessuno, ed esprimo solo un mio personale parere sull'argomento trattori ed attrezzature agricole, senza voler denigrare chi la pensi in modo diverso dal mio.
-i trattori/macchinari presenti in questo elenco sono specifici per il mio tipo di terreno, le mie pendenze, le colture che coltivo, gli animali che allevo, e quindi per il mio modo di fare agricoltura.
Questo è IL MIO ELENCO, e non l'elenco che tutti dovrebbero fare o avere nel cuore...che sia chiaro!
Per quanti fossero contrari alla trazione animale, come accennato nella Lista n°2, mi reputo un amante degli animali ed ho grande rispetto di questi: ogni tipo di lavorazione ed attrezzatura deve essere necessariamente proporzionata alle possibilità fisiche dell'animale, alle sue inclinazioni e alla sua età.
Questa lista comprende cose che già ho, cose che non ho direttamente ma che trovo il modo di avere, e cose che vorrei avere.

Partiamo con il trattore...
1-Trattore gommato 90cv cabinato con caricatore/pala frontale: chi legge potrebbe chiedersi perchè l'Agricoltore Anacronistico esordisca proprio con un "consumagasolio" così grosso.
Domanda più che lecita a cui rispondo con piacere: perchè un agricoltore non Anacronistico nei miei terreni sceglierebbe un mostro da almeno 120cv, magari affiancato da un trattore a cingoli e magari da un terzo trattore gommato.  L'idea infatti è proprio quella di avere un unico trattore che possa svolgere tutte le lavorazioni, che sia di recente fattura e che quindi possa consumare ed inquinare in modo limitato rispetto ai vecchi trattori.
La cabina si rende necessaria poichè in inverno il neviscchio, la neve, la nebbia e la tramontana sono decisamente avverse ai miei bronchi e ai miei dolori.
Ci sono poi i 90 cv che con determinate pendenze sono necessari per lavorazioni come l'aratura, per far girare meglio il motore e paradossalmente per farlo consumare meno rispetto a potenze e cilindrate inferiori.
Quattro cilindri completeranno la configurazione di un trattore "tipo", con un cambio semplice (ottimo un 12+3), il minimo indispensabile di elettronica, le 4 ruote motrici, i comandi sul sollevatore per il suo controllo, la Presa di potenza a due velocità, e delle gomme piuttosto larghe.
Essenziale il caricatore/pala frontale, per alzare e spostare terra, letame, legna e per caricare le presse sul carrettone e sulla barcaia (stiva di presse).
Essendo da solo a svolgere tutti i lavori meccanici, questo tipo di trattore sarebbe essenziale e me lo farei bastare, evitando l'acquisto di altri trattori.
2- Carrettone ribaltabile trilaterale con sovrasponde: un carrettone da almeno 35q.li di portata, che possa permettermi di spostare la legna, il letame, le presse, le granaglie e tutto quello che sarà possibile.
Il ribaltamento trilaterale assicurerà  una possibilità d'impiego a 360°, mentre le sovrasponde (abbattibili all'occorrenza) permetteranno di contenere ingombri superiori.

3-Motocoltivatore con carretto: avete presente quei vecchi (ma ancora efficienti) motocoltivatori che hanno la possibilità di tirare un piccolo carretto? Parlo proprio di quelli, molto utili per gestire i movimenti (e all'occorrenza anche qualche lavorazione) dell'orto, e che mi evitino di accendere il trattore per dei lavori così piccoli.
Generalmente questi motocoltivatori consumano poco (con i loro 10cv di potenza), e costituiscono una sorprendente risorsa per gli spostamenti di volumi (e pesi) limitati.

4- Mietitrice: vecchio macchinario ancora usato in alcune parti del mondo. La mietitrice taglia gli steli del cereale maturo mettendoli in un'andana o (per le mieti-legatrici) legandoli in mazzi.
L'ideale sarebbe averne due: una per il trattore ed una per la trazione animale.
Un attrezzo che serve laddove le moderne mietitrebbie non possano arrivare.
Nell'azienda ci sono i cereali coltivati per l'alimentazione umana e quella zootecnica, e c'è quindi la necessità di trebbiarli, ma se il podere è molto distante dal terzista che effettua la trebbiatura, o se la strada d'accesso i campi ed al podere è troppo accidentata, o se invece le pendenze dei campi sono eccessive...in tutti questi casi si rischia di non avere la possibilità di portare la granella nel granaio.
La soluzione è compiere il lavoro della mietitrebbia in due fasi distinte, e appunto la prima (mietitura) è ad opera di questi macchinari.
Userei la mietitrice a trazione animale per i piccoli appezzamenti, magari quelli più scoscesi e disagiati, mentre per gli altri userei la mietitrice trasportata dal trattore.
5- Minitrebbia: trebbiatrice trainata di piccole dimensioni.  Attrezzo che raramente si vede nelle nostre campagne, ma che offre la possibilità di lavorare praticamente ovunque, liberandosi dall'obbligo delle grandi mietitrebbie, e riuscendo a gestire terreni piuttosto impervi.
Questo macchinario, in pratica molto simile ad una pressa per fieno, passa sopra l'andana fatta dalla mietitrice e raccoglie il cereale battendolo e vagliandolo. Scarterà la paglia immagazzinando granella e pula.
6- Aratro: qui c'è da sbizzarrirsi e, considerato l'aratro per il trattore (rigorosamente a doppio corpo e attaccato), ci saranno i vari aratri per la trazione animale.
Un aratro leggero per il cavallo, adatto per la lavorazione nella vigna e per l'orto; l'aratro accavallatore e scavallatore ( con vomere intercambiabile a seconda della lavorazione) per i filari delle viti, l'aratro assolcatore, buono per mettere le patate.  Ripeto che tutti gli aratri devono essere proporzionati all'animale che li tira.
Ultimo un piccolo aratro da attaccare al motocoltivatore, qualora il cavallo non fosse disponibile, e comunque ci fossero da fare alcune lavorazioni.
7- Erpice a dischi: il morgan o frangizzolle è utilizzimo per affinare l'aratura e preparare il letto di semina, oltre che per rompere il cotico erboso delle olivete e delle vigne.
Esistono dei piccoli erpici a dischi, spesso corredati di ulteriori molle frangizolle, che sono adatti per i cavalli da tiro, e sarebbe interessante valutarne l'acquisto.
Rimane comunque l'idea che non ci debbano essere chissà quali ulteriori affinamenti del terreno con attrezzature come l'erpice rotante, la fresa o altre attrezzature che compattano il terreno sotto la soglia di lavorazione.
8- Estirpatore a molle: adatto per le lavorazioni superficiali dei terreni vitati.  Come dice la parola, serve per estirpare le erbe che rischiano di soffocare le viti, rompendo solo superficialmente il terreno e favorendone l'arieggiamento.
Attrezzo che è reperibile anche per la trazione animale, leggero e molto utile persino per eventuali preparazioni alla vangatura dell'orto.

9- Barra Falciante: anche in questo caso una per il trattore ed una per la trazione animale.
Quella per la trazione animale però dovrebbe essere di quelle che si azionano con la rotazione delle ruote e non quelle che sono equipaggiate di un motore a scoppio che le faccia azionare: se si usa il cavallo per sfasciare, usiamo la sua trazione per il taglio.
10-  Ranghino: attrezzo che prende il fieno sfalciato e lo raccoglie in andane.
Come per la barra ce ne vorrebbe uno per il trattore ed un per la trazione animale.
11-  Pressa: macchina per fare le presse (ballette a forma di parallelepipedo). Adatta per il fieno e per la paglia, fa presse maneggevoli (di peso che oscilla dai 18 ai 25Kg), che vengono rigorosamente rizzate in covoni (messe in piedi in gruppetti), e poi caricate sul carrettone per costituire una barcaia o per essere stivate nel fienile.
Ma se disponessi di molto spazio (cosa che purtroppo mi sogno la notte...) potrei anche ovviare all'acquisto di questo macchinario a favore di un carro caricatore.  Questi carri caricano il fieno raccolto in andane, lo stivano nel loro carico, e poi lo scaricano dove si vuole.
Il fieno non sarebbe quindi pressato, ma sciolto e non ci sarebbe bisogno di altro gasolio, fili di ferro e chissà ancora quanti spostamenti di fieno.
12- Carretto da cavallo: questo carretto, spesso fatto di legno con ruote gommate, ha il posto per la guida e dietro un cassone per caricare cose come la legna, il fieno, i pali o altro.
un'incrocio fra il motocoltivatore a cui ho accennato prima ed un pick up.
Importante per spargere il letame.
13- Seminatrice: benchè seminare a mano sia meraviglioso, posso assicurarvi che farlo su molti ettari diviene cosa complicata, ed ecco che la seminatrice potrebbe aiutare molto.
Parlo di una seminatrice semplice, senza pretese, magari pure di seconda mano, purchè sia funzionante.
14- Botte per i trattamenti: capita che ci sia bisogno di dare la poltiglia bordolese (rame e calce), oppure lo zolfo bagnabile, ed ecco che la botte è attrezzo essenziale.
Se lavata bene potrà rendersi utile anche per trasportare l'acqua dal pozzo alle cisterne, o per innaffiare direttamente le piccole piante di vite, di olivo o di frutti impiantate.

E poi un elenco di attrezzature manuali...
15- Vanga
16- Vanghetto stretto e lungo
17- Pala: ce ne vogliono almeno una per il pollaio, una per il recinto dei maiali, una per la stalla ed una per l'orto.
18- Piccone
19- Zappa: c'è lo zappino a manico corto per lavorare stando in ginocchio (ottimo per i trapianti), la zappa larga, quella lunga, e quella curva.
20- Zappa a due denti (chiamata anche obbediente): spesso perfetta alternativa alla vanga.
21- Rastrello: c'è quello classico per l'orto, quello a denti larghi per la stalla, quello di legno per la raccolta delle castagne.
22- Falce: c'è il classico falcetto, instancabile compagno dell'estate, c'è anche la falce fienaia (detta anche frullana), che utilizzo per sfalciare il fieno da dare fresco alle capre o ai cavalli.
23- Roncola a manico lungo: la uso principalmente per togliere i rovi, recidendoli alla base.
24- Mazza per pali
25- Accettino
26- Scure
27- Pennato: se la falce mi accompagna nei mesi primaverili ed estivi, è il pennato a farlo negli altri. 
28- Seghetto da potatura
29- Forbice da potatura
30- Coltello da innesti
31- Saracco
32- Motosega
...e chissà quanti altri.

Questa lista potrà apparire ricca di attrezzature, e magari molte potranno essere considerate invasive e poco Anacronistiche, ma se siete pratici delle lavorazioni capirete che invece non si tratta di una lista in linea con il pensiero dell'Agricoltore Contemporaneo.

Per prima cosa la trazione animale...e non credo di dover aggiungere altro.
Poi la scelta di un unico trattore invece di un vero e proprio parco macchine.
La volontà di rendersi indipendente anche per la trebbiatura, utilizzando attrezzature come la mietitrice e la trebbia trainata: soluzioni poco occidentali, credetemi.
Poi il motocoltivatore pronto ad essere considerato come alternativa al carretto da cavallo: si deve pur valutare la possibilità che il cavallo sia indisposto, o che non sia presente in azienda perchè impegnato in passeggiata.  Anche questa soluzione evita di avere il trattorino (che in molti hanno anche solo per lavorare la terra dell'orto), e permette di tenere come Jolly un attrezzo che è facile reperire, e consuma poco se usato con intelligenza.
Poi la scelta di non fresare (operazione colturale che francamente odio), rendendo i terreni come sabbia (ma come mai???) e compattandoli sotto la soglia di lavorazione, facendo più danno che altro.
E per ultima lascio questa riflessione che molti anni fa fu fatta dall'allora mio professore di meccanica: "Non importa quanti cavalli avete sotto al sedere, quanto grosso è il vostro trattore, o quanto profondo potrebbe andare il vostro aratro.  Quello che importa è che abbiate sempre testa, ricordandovi che la terra non va frullata, e che basta poco per permetterci di seminarla.  Quindi evitate sprechi di gasolio, visto che costa tanto ed inquina ancora di più, ponderate ogni lavorazione e fatela solo quando è realmente necessario, ingegnatevi per stravolgere il meno possibile gli equilibri che la Natura ci affida ed imparate ad accendere sempre il cervello prima del motore!"


lunedì 23 dicembre 2013

Buon Natale

Antivigilia,
giorno di preparativi, con le ultime corse frenetiche ai negozi, l'affannosa ricerca di quel "qualcosa per forza" da regalare, e quell'ansia da prestazione per pranzi e cene con i parenti.
Sarò antipatico (o forse Anacronistico), ma proprio la cosa non mi riguarda: come lo scorso anno, e quello prima ancora, per me questi giorni di festa vanno (in un modo o nell'altro) goduti come meglio si può.
Ed ecco che i regali da fare sono pronti da tempo, i soliti regali mangerecci sono pronti per gli amici, e di ansie da prestazione per le cene proprio non ne ho.
Lo scorso anno scrissi una letterina a Babbo Natale (Caro Babbo Natale quest'anno vorrei un ciuco), ma le cose non sono andate poi come desideravo, tra la semina che è saltata, il becco che ha fallito rovinosamente, ed il ciuco (o magari la stalla) che non sono arrivati...
Non me la prendo, l'anno è comunque volto al termine, e ci sono state anche tante cose belle che non avevo chiesto e che quotidianamente ho ricevuto in regalo, e quindi va bene così.
Per quest'anno niente letterina (sarà scaramanzia?), ma i più sinceri Auguri a tutti voi, abituali frequentatori o semplici avventori di questo blog.
Che possiate vivere come meglio desiderate queste giornate di festa, e che il colesterolo vi sia amico (almeno per qualche abbuffata): cercate di mangiare e bere sano, e di non elemosinare con i sorrisi e le risate.
Buon Natale
A.A.


domenica 22 dicembre 2013

Lista n°2: gli animali ed il loro impiego

La seconda lista è forse la più facile: tanto perchè viene dopo la prima (che era la più difficile), quanto perchè è frutto di una passione lunga quanto la mia vita.
Anche per questa lista sia chiaro che:
- non è mio intento fare un trattato sulle razze nominate, ma semplicemente evidenzierò gli aspetti che più mi interessano;
- i dati sull'alimentazione degli animali sono frutto della mia esperienza e, seppur attendibili, non vogliono essere una regola o imposizione per altri allevatori;
- in alcuni casi i nomi delle razze non sono specificati, o lo sono solo con nomi locali;
- non voglio offendere nessuno, ed esprimo solo un mio personale parere sull'argomento animali, senza voler denigrare altre razze non menzionate, allevatori o persone che la pensino in modo diverso dal mio.
A me piace anche la carne, e mangio solo quella prodotta nel mio Podere, con animali che ho visto nascere e crescere, che hanno vissuto in ambienti adeguati e con alimentazioni naturali e rispettose del loro fabbisogno.
Questo è IL MIO ELENCO, e non l'elenco che tutti dovrebbero fare o avere nel cuore...che sia chiaro!
Questa lista comprende cose che già ho, cose che non ho direttamente ma che trovo il modo di avere, e cose che vorrei avere.


In principio fu Teo, un vecchio cocker spaniel che scodinzolante, un attimo prima girava attorno alla mia carrozzina, e  poco dopo vedeva muovere i miei primi passi: grazie a lui ho capito da subito che amavo gli animali, e che questi dovevano far parte della mia vita.
1-Cane: l'importanza del cane nel podere è fondamentale per mille aspetti, ma su tutti la sicurezza della casa, della corte e degli animali.
Sono molti i tipi di cani (e magari le razze) che possono essere adatti al Podere, ma la mia scelta è su tre tipi di cani: il cane che vive in casa, quello che vive nell'aia, e quello che vive con gli animali.
Il cane che vive in casa secondo me potrebbe essere di taglia media, adatto alla famiglia e agli ambienti domestici, pratico del contatto con la gente (anche estranei) e sopratutto appassionato e docile con i bimbi e gli anziani: mai comunque sprovveduto e sempre attento ai rumori esterni e agli odori "non familiari". 
Non c'è una razza migliore delle altre, ma il cane dovrebbe avere il giusto temperamento tra il festoso e l'attento, pronto a giocare e a stare buono, ad essere di compagnia e a saper mostrare personalità in momenti delicati.
Poi c'è il cane che vive nell'aia, che conosce il perimetro ed i rumori ed gli odori che questo racchiude: un cane vigile, che abbia buona voce da avvisare l'agricoltore in ogni momento del giorno (e della notte). Un cane resistente a tutte le stagioni, che non tema la pioggia, il caldo o la neve, e che sia un infaticabile guardiano.
Un cane che non visiti la casa, ma che sappia stare in compagnia del cane di casa quando questo esce per i suoi bisogni: un cane che segua fedelmente l'Agricoltore nei suoi lavori giornalieri e che "lo tenga in contatto con il vane di casa".
Infine c'è il cane che vive con gli animali, dotato di una discreta rusticità, e adatto più alla vita nelle stalle e recinti che assieme alle persone.  Un cane che si senta responsabile delle greggi, rispettoso dei piccoli animali e non timoroso di fronte a quelli più grandi e robusti di lui.
Solo per quest'ultimo tipo di cane mi permetterò di nominare una razza che per me è molto adatta a questa mansione: il Pastore Maremmano, che sa essere docile con i capretti ed il pollame, ma che sa essere molto convincente se un'estraneo (animale o persona) tenta di avvicinarsi troppo ai suoi protetti.
Sia chiaro che non amo cani aggressivi, e mai ne terrei uno nella mia casa, nella mia terra e con i miei animali: il cane in campagna ha il suo ruolo (ne ho appunti nominati tre diversi), le sue regole, i suoi spazi ed i suoi impegni quotidiani.
...e ci sarà sempre un Cocker nella mia vita.
2- Il Pollo: libero di razzolare durante il giorno, e custodito nel pollaio la notte, è alla base dell'auto sussistenza alimentare dell'Agricoltore (perlomeno di quello Anacronistico).
Frugale, ha bisogno di poco spazio per trascorrere la notte e per ripararsi in caso di neve o vento molto forte. Se dispone di un pascolo, trova buona parte della sua dieta in quello che c'è sopra (e sotto) il terreno.
I polli si dividono in polli da uovo, da carne e a duplice attitudine.
Tra i polli da uova la Livorno è la mia preferita: indipendentemente dalla colorazione, questa razza è un'instancabile produttrice di ottime uova, è rustica e sa tenere a bada altri avicoli più grossi di lei come anatre, oche e tacchini.
Le uova vengono usate per fare la sfoglia, i dolci e biscotti per la colazione, la frittata settimanale ed altre preparazioni.
Una "razza" considerata (sicuramente in modo improprio per la sua stazza mole ridotta) a duplice attitudine è la Mugginese: di taglia piccola, è una covatrice temeraria, oltre ad essere una discreta produttrice di uova e ad avere carni ottime.
Per la carne scelgo animali meticci derivati da incroci fatti tra i polli migliori (in fatto di resa di carne magra e rusticità), magari ottenuti anche grazie ai polli dei poderi vicini.
Tre tipi di polli, che daranno rigorosamente alimentati con granaglie aziendali (grano tenero, orzo, avena), pastoni di pane e verdure, frutta e pascolo a volontà.
Nei pastoni occasionalmente metterò anche gli scarti della lavorazione del formaggio di capra che faccio per casa, piuttosto che quelli della lavorazione della frutta per fare le marmellate, oppure di uva da vino scartata per la vinificazione (magari perchè ancora un pò acerba) o gli scarti della lavorazione del pomodoro per fare la conserva.
A seconda della stagione, tale alimentazione potrà variare, con l'occasionale aggiunta di mais.
Un aspetto da non sottovalutare è la produzione della pollina (le deiezioni dei polli): ottimo fertilizzante che apporta una discreta dose di azoto alle piante.
Tra carne, uova e Mugginesi circa 50-60 polli.
3-Il Piccione: se si dispone di spazio e tempo per fabbricarne un'ampia voliera, questa potrà darci grandi soddisfazioni  anche solo allevando poche coppie di piccioni.
Animale che adoro per le sue carni, impegna poco nella sua gestione (importante tenere pulita la lettiera) ed è semplice e veloce da portare in tavola.
Fornirei una miscela in grani di favino, grano ed orzo.  Sono comunque molto ghiotti anche del girasole e del mais (meglio se a chicco piccolo).
Con tre coppie potrei coprire il fabbisogno della mia famiglia, considerando che fanno anche più covate all'anno.
4-Il Maiale: su questo animale la si può pensare come si vuole, ma per me è essenziale che sia presente nel Podere.
Rigorosamente di razza Grigia, derivato da un incrocio tra femmina di Cinta Senese e maschio di Large White, è un animale che si adatta benissimo al pascolo e all'aria aperta (anche con inverni rigidi).  Lo spazio e l'alimentazione sono i due elementi fondamentali per l'allevamento del maiale: ampio recinto dove possa grufolare tutto il giorno, con riparo per la notte e per il cattivo tempo (buona anche la soluzione delle arche di legno); due razioni giornaliere (mattino e sera) di granaglie aziendali (principalmente farina d'orzo o orzo in grani), erba (va bene anche falciata), frutta e verdura, castagne e ghiande.
In inverno fornisco anche dell'avena, in modo che l'animale s'incalorisca (regga meglio il freddo), e nei primi 10 mesi di vita do abbondante favino (macinato).
Generalmente macello il maiale quando ha 18 mesi di vita, e più o meno un peso che si aggira attorno ai 180-220Kg di peso.
Un maiale è più che sufficiente a coprire il fabbisogno di un paio di famiglie (volendo anche di tre), ma se un agricoltore vole trarne del reddito consiglio di tenere almeno 2-3 maiali.
Per me l'importante è che il maiale, come del resto tutti gli animali del Podere, sia "sostenibile" per la sua alimentazione (che sia interamente prodotta in azienda) e per il lavoro (ossia che una sola persona riesca a gestire gli impegni quotidiani che ogni animale richiede).
Mi piacerebbe avere boschi (meglio se di cerro e/o di castagno) da potergli dedicare come recinzione, ma per adesso ghiande e castagne vengono raccolte a mano e somministrate assieme alle granaglie.
Un buon modo per prendere le ghiande è quello di stendere un vecchio telo da olive sotto ad una quercia, ed aspettare che il vento ed il sole facciano il resto.
Per me il numero giusto è 3 animali, nati in estate e macellati nell'inverno dell'anno successivo.
5-La Capra: spesso questo animale viene denigrato per le sue presunte doti di "anarchia e caparbietà"...e forse proprio per questo è un animale che per me è eccezionale.
A differenza delle pecore, questo animale "si fa valere" mostrando una grande determinazione ed attenzione in ogni sua azione.
Adatto a vivere nelle pianure e nelle montagne più alte, in posti dove la natura è rigogliosa ed anche in quelli dove non cresce praticamente nulla: forse l'animale più frugale che possa essere allevato nel podere, che offre grandi risorse all'Agricoltore.
Il suo latte, ottimo da bere, può essere utilizzato per fare formaggi freschi (dalle robiole alle caciottine), stagionati, per fare ricotte (delicatissime...da provare) e rovaggioli.
La sua carne è buonissima, delicata nel capretto, saporita nell'animale adulto, comunque meno grassa di quella dell'agnellino e della pecora (o abbacchio): in mille preparazioni, dall'arrosto agli umidi, dal salmì ai ragù, potrete gustare un animale che spesso non viene considerato nella nostra dieta, se non occasionalmente o a Pasqua.
Il suo letame, molto buono per la vigna e gli olivi, può anche essere utilizzato per l'orto, purchè venga fatto stagionare a lungo (io lo uso abitualmente).
Ed inoltre la capra può essere utilizzata per le sue pelli e per la sua lana.
Rimane comunque la soluzione più ecologica per ripulire campi abbandonati, o per mantenere puliti argini e fossi dove è impossibile arrivare con i macchinari.
Parlerei per ore delle capre...
Nella mia zona non c'è una razza autoctona, e quindi prediligo meticci ottenuti da capre che mostrino spiccata rusticità ed adattamento ai climi freddi e caldi, e che non abbiano mammelle troppo basse perchè potrebbero rovinarsele camminando nel bosco o in terreni accidentati.
Se un agricoltore vuole avere carne e latte per uso familiare, un buon compromesso potrebbe essere quello di allevare 6-7 capre ed un becco.
Per me l'ideale sarebbe 24 capre ed un becco.
6- L'Asino: tra tutte le razze, certamente la mia preferita è quella dell'Asino Miccio Amiatino.
Animale che possiede una personalità impressionante, si sa adattare ad ogni clima e terreno, e potrebbe essere fondamentale per le piccole aziende e per i vari Agricoltori Anacronistici che ci sono in giro.
Mangia praticamente di tutto al pascolo, si accontenta di fieni anche non perfetti (purchè non presentino muffe o siano prossimi a marcire), ha poche pretese in fatto di stalla: un animale che forse è molto simile alla capra, e per questo gode della mia massima stima ed attenzione.
Se domato per la soma, con un basto potrà essere un fedele aiuto nelle varie fasi dell'esbosco, per trasportare balle di sementi, granaglie, letame, per portare ceste di uva, olive, frutta e verdura, o per spostare canestri legna da ardere, o per movimentare le presse di fieno e paglia.
Se poi fosse domato per il tiro, potrebbe essere un ottimo mezzo di trasporto all'interno dell'azienda (o per aziende limitrofe) con piccoli carretti ad un posto.
Adatto anche per la doma a sella, e quindi indicato per il trekking in terreni fortemente svantaggiati dove il più blasonato purosangue dolicomorfo non oserebbe mai avventurarsi.
E non ultimo, una montagna di buona cacca da usare per concime dell'orto e della vigna.
Per me 2 asini femmine, pronte a darmi prole per aumentare l'allevamento.
7- Avicoli assortiti: nel pollaio possono vivere anche altri avicoli oltre ai polli.
I tacchini (detti luci o billi), almeno 5, con le femmine che sono ottime covatrici (alla faccia delle incubatrici). Le uova sono comunque buone nelle frittate o per fare ripieni.
Le faraone (dette gallinelle)  che sono tanto chiassose ma anche tanto buone. Ameno 6 esemplari.
Le Anatre Mute (dette nane) con la loro carne impareggiabile, sanno tenere a bada le erbe di qualsiasi prato, e sono molto territoriali nei confronti di animali estranei.  Le loro uova sono adatte per fare la sfoglia ed i dolci, ma a me piacciono anche affrittellate.
In tutto 4 nane, con un maschio e tre femmine, e sempre tanti anatroccoli che spuntano e corrono ovunque.
8- Il Coniglio (detto conigliolo): bellissima la razza Leprino di Viterbo, o anche dei semplici meticci di tipo "leprato".
In molti pensano che il coniglio possa vivere sono nelle gabbie, ma se abituato gradualmente la garenna potrà rappresentare la migliore soluzione per fare conigli rustici e saporitissimi.
Allevati con fieno di erba medica di secondo taglio e con orzo in grani, possono comunque vivere bene anche nei gabbioni, purchè sia rispettata l'igiene e vengano ripuliti almeno una volta al giorno, facendo molta attenzione alle correnti d'aria fresca in inverno (sopratutto se ci sono coniglie gravide o piccoli nati da poco) e dei rimpozzi d'umidità in estate.  Infatti è con l'umidità che si presenta la zanzara che può portare la mixomatosi (una malattia virale che può letteralmente sterminare un'intero allevamento in pochi giorni), ed è bene fare molta attenzione e tenere qualche pianta di geranio e di basilico (piante repellenti per le zanzare) sempre in prossimità dei gabbioni.
L'ideale sarebbe un maschio e due coniglie (3 animali deputati alla riproduzione) per il sostentamento di un'intera famiglia, ricordando che la carne di coniglio è una carne bianca ed è comunque adatta anche agli anziani ed ai bambini, e quindi può essere consumata anche con una certa frequenza (magari a differenza di quella di maiale).
9- Il Cavallo: oggi allevato per lo più per attività sportive o per semplici passeggiate, rimane il miglior mezzo di locomozione in fatto di inquinamento.
E' un animale che ho sempre ammirato, ma che solo da pochi anni stò imparando ad allevare.
Tra tutti, questo forse è l'animale con cui è più importante stringere un legame di fiducia reciproca, e che per molti anni saprà accompagnare l'Agricoltore anche nel suo quotidiano.
Una volta sellato (ma per molti anche a pelo o con un semplice sottosella) sarà possibile spostarci in azienda (per esempio per recuperare il branco delle capre che si è allontanato durante il pascolo), fare visite alle aziende vicine, e compiere veri e propri spostamenti per salire in paese.
Rimane sempre la passeggiata nelle campagne, nei boschi, magari fatta in compagnia di altri cavalieri, o anche da soli con il proprio cavallo, ma un ottimo modo di impiegare il cavallo sarebbe anche quello del tiro leggero e pesante.

Partendo dal presupposto che sto parlando di cavalli mesomorfi, meso-brachimorfi o addirittura brachimorfi, è importante rispettare il giusto rapporto fra animale e tiro, senza chiedere mai troppo al nostro compagno di lavoro.
In molti sono contrari a questo, e non voglio certo sfruttare questa lista per fare un approfondimento sul tema (che magari rimanderei ad una discussione specifica), ma io sono convinto che il cavallo possa dare molto alle piccole aziende agricole anche in fatto di trazione animale: con carri per il trasporto di materie prime, con attrezzature adeguate per lavorare la terra, per l'esbosco trainando i tronchi, o come mezzo di locomozione abituale.
Almeno un cavallo in azienda ci vorrebbe, di una razza tra i robusti e volenterosi pony come l'Avelignese ed il Bardigiano, oppure cavalli come il Murgese o ill Maremmano (magari questo che sia particolarmente robusto), sino ad arrivare al Norico e al Cavallo Agricolo TPR.
L'alimentazione sarà fatta con fieno aziendale, pascolo, e al necessario qualche granaglia.
Da annotare la montagna di cacca che, come per l'asino, è un ottimo fertilizzante.
10- Vacca da carne: La bestia vaccina rappresenta la tradizione del territorio toscano, dove la vecche sono state allevate principalmente per la carne (o con eccezioni per la duplice attitudine). Dalla Maremmana (usata anche per il lavoro) alla famosissima Chianina, dal Mucco Pisano sino alla Calvana: un bovino che sia adatto all'ambiente pedoclimatico in cui dovrà vivere e che sia "a misura d'azienda e agricoltore".
La mia idea è quella di comprare piccoli vitelli appena svezzati, di abituarli gradualmente al pascolo, e di portarli al giusto peso per la macellazione: naturalmente è fondamentale l'alimentazione che integri il pascolo, evitando radicalmente miscele industriali ed insilati, e spingendo sui vari fieni dell'azienda e le granaglie a disposizione.
Sono consapevole che così facendo ci vorrà molto più tempo per far crescere e portare a peso il vitellone, ma rimango fermo sull'idea che la fretta sia una discreta nemica dell'Agricoltura (e non solo di quella).
In più, ad ogni pulizia mattutina della stalla avrei una carriola di letame adatto per i campi da seminare.
Alleverei 3 vitelli sino a portarti al peso di commercializzazione.

Più o meno questa è la lista, naturalmente attuabile solo in virtù della forza lavoro e del terreno di cui si può disporre.
Se dovessi allevare vitelli per tenerli alla catena, allora preferirei evitare, come eviterei per suini allevati in piccoli castri di cemento o polli "costretti" in improbabili pollai: ripeto che spazio ed alimentazione sono due aspetti imprescindibili per farmi allevare un animale, altrimenti rinuncio e mi adatto in qualche altro modo.

domenica 15 dicembre 2013

Lista n°1: le colture

La prima lista è forse la più difficile: tanto perchè è la prima, quanto perchè è frutto di una ricerca che ho fatto nella mia vita.
Sia chiaro che:
- i dati che riporto sono frutto della mia esperienza, ma non sono assolutamente da considerarsi assoluti;
- in alcuni casi i nomi delle varietà non sono specificati, o lo sono solo con nomi locali;
. per le colture arboree ho elencato diverse varietà che sono originarie di parti diverse della toscana e/o dell'appennino centrale, ma che non sono necessariamente specifiche del luogo dove vivo;
- non voglio offendere nessuno, ed esprimo solo un mio parere sull'argomento colture, senza voler denigrare altre varietà non menzionate, produttori o persone che la pensino in modo diverso dal mio.
Questo è IL MIO ELENCO, e non l'elenco che tutti dovrebbero fare o avere nel cuore...che sia chiaro!
Questa lista comprende cose che già ho, cose che non ho direttamente ma che trovo il modo di avere, e cose che vorrei avere.


Le colture NON SONO MESSE IN ORDINE D'IMPORTANZA, ma semplicemente per come mi vengono in mente al momento che le scrivo.

Partiamo con le colture erbacee:
1- Farro: non certo perchè va tanto di moda, ma perchè è un cereale che ben si adatterebbe ai miei terreni e (forse) anche ai miei climi. Indicato per alimentazione umana, sia come zuppa che come minestra, sia come base per insalate che come condimento per umidi, è ottimo anche per la produzione di farina.  Mia moglie usa spesso la farina di farro per fare delle torte salate (sublime quella con la bietola, il caprino stagionato ed i pinoli che mi ha fatto la scorsa settimana), per fare dei dolci ed anche mescolata a quella di grano tenero per fare il pane.
Me ne occorrerebbe circa 0.25Ha
Inoltre può trovare interessante impiego in campo zootecnico per alimentare i maiali.
2- Grano Tenero: i polli dovranno pur mangiare, no? E poi il tenero è la farina perfetta, utilizzata per fare pane, dolci, focacce, biscotti e torte salate o dolci.
Me ne occorrerebbe circa 0.50Ha
3- Orzo: fondamentale per l'alimentazione dei miei animali. La base per i maiali, l'arricchimento per i polli, l'aiuto per i conigli, l'incentivo per le capre.  Senza orzo non potrei restare. Coltura certamente meno esigente del grano, che sino a febbraio può essere seminata...e se l'annata dovesse andare male va bene anche falciarla a fine maggio, e diventa un ottimo foraggio per le capre e per i cavalli (provare per credere).
Me ne occorrerebbe almeno 1.50Ha (ma se fosse di più sarebbe meglio).
4-Favino: la dicotiledone che preferisco perchè arricchisce il terreno di azoto (e quindi non sono necessarie successive concimazioni per le colture che la succedono) ed è ottima per il sovescio nella vigna, nel frutteto, negli olivi e nei campi.
La granella la utilizzo in due modi: a bagno per due giorni oppure macinata.  In entrambi i casi è fondamentale per i miei maiali, sopratutto da quando hanno 30Kg sino a quando superano i 120-150Kg.
Il Favino porta proteine all'animale, e queste fanno massa magra, lavorando sull'accrescimento delle parti muscolari.
Io non uso alcun tipo di miscele aziendali, e questa leguminosa li aiuta nella crescita (sempre affiancata dall'orzo, da molta erba, verdure e frutta, castagne e ghiande).
Me ne occorrerebbe...la medesima quantità dell'orzo seminato l'anno precedente, poichè la uso in alternanza in modo da fare una rotazione biennale con questo, o triennale con altre colture come il grano tenero.
5-Avena (biada): La biada è ottima per essere seminata in terreni da recuperare, permette copiosi sfalci per il fieno da cavalli, la sua granella è indicata per le capre (un pugno alla sera quando c'è la neve), per i conigli (mescolata all'orzo quando le temperature vanno sotto zero), per i polli (assieme al pastone invernale) e per le capre (durante il periodo dei calori).
Il problema è che questa coltura attira i cinghiali, e se viene seminata in un campo sprovvisto di idonea recinzione...il raccolto sarà compromesso.
Ma mi piace perchè è una pianta di poche pretese...pioniera direi, che non ha bisogno di chissà quali lavorazioni o concimazioni, e che riesce sempre a stupire.
Me ne occorrerebbe 1.00Ha (cinghiali permettendo).
6- Un prato stabile di Trifoglio, Loietto, Ginestrino e Festuca.
Questo mix è perfetto per cavalli e capre, non spinge e offre discrete produzioni per molti anni (anche più di dieci in alcuni casi): vuol dire che non c'è bisogno di sfare il prato e rifarlo, evitando copiosi consumi per arature e lavorazioni successive, per il seme e la semina.
Regge molto bene al vento, alla siccità, alla pioggia e al freddo.
Me ne occorrerebbe almeno 3.50Ha (sempre che in azienda non aumentino gli erbivori)

passiamo adesso alle orticole...
7- Zucchino Fiorentino
8- Pomodoro Canestrino di Pisa (o Pisanello)
9- Pomodoro Costoluto di Firenze
10- Cavolo nero Toscano
11- Cipolla Rossa di Firenze
12- Cipolla di Certaldo
13- Aglio rosso
14- Carciofo Violetto
15- Fagiolo Zolfino
16- Patata Bianca (var. toscana)
17- Patata Rossa (var. toscana)
...e poi Bietole a Coste, Insalate, molti radicchi, peperoni Pescaresi, peperoni "quadrati", peperoncini piccanti assortiti (anche da fare ripieni), cavolfiore, cavolo verza e cavolo broccolo, fagiolini, sedano, finocchio...e tutto quello che cresce bene nella mia terra.

18- Di rivelante interesse anche un'area dedicata alle erbe aromatiche ed alle medicinali, ma di questo argomento specifico mi ripropongo di riparlarne in un post interamente dedicato.

Poi vengono le colture arboree.
19- Il Castagno. In assoluto è l'arborea che prediligo.  Ogni mio senso, e l'animo mio tutto è appagato da questa pianta Meravigliosa.
Naturalmente per avere il castagno ci vuole la terra giusta, poi la giusta altitudine, esposizione e clima.
Parto dal fusto ed i rami: con i polloni ed i fittoni si possono realizzare bastoni e manici utili per mille impieghi, o pali e travetti con polloni di svariati anni.  Con la buccia di questi si possono fare canestri e ceste, con il legno più vecchio possiamo realizzare moltissimi manufatti (da piccoli oggetti, sino agli infissi, i mobili, i tini e le botti, etc.) ed è una discreta legna per essere arsa (ma è bene che sia almeno un poco stata stagionata).  Le foglie sono adatte, assieme ai ricci vuoti, per avviare il fuoco di casa, e da sole per uso lettiera degli animali, per pacciamamare nell'orto, tingere i tessuti, per rivestire i formaggi in stagionatura, come foraggio per le capre e chissà quanti altri utilizzi.
Il fiore è nobile per l'apicoltura, ed io sono un vero estimatore di questo miele.
E poi il frutto: dal consumo fresco, sino a quello essiccato (in essiccatoio o in bocca di forno), per realizzare le marmellate (una vera gioia di vita per me), molti dolci, piatti e manicaretti, sino alla farina (la usiamo principalmente per fare il castagnaccio, i biscotti e la polenta).
Della pianta di castagno mi piace il fresco che regala in estate, il rumore delle sue foglie mosse dal vento, l'odore dei suoi fiori e della legna appena segata, e poi è una pianta possente, temeraria e longeva.
L'ideale sarebbe avere almeno 1.00Ha di castagneto da frutto.
20- L'olivo. Categoricamente in cultivar autoctone, pronto a divenire matto se le olive sono piccole o non si staccano dal picciolo per essere colte.  Assieme al castagno, questa è una pianta dai mille impieghi, e tanto in falegnameria (dagli utensili da cucina sino ai mobiletti), che nella pancia del camino o della stufa (la potatura di olivo è ottima per fare calore), il suo legname è apprezzabile.
I residui di potatura poi sono ottimo foraggio per le capre, e quanto ne rimane può alimentare il forno a legna per la cottura del pane.
Le olive poi, al forno, in salamoia, sotto sale, in patè trovano nobili postazioni sulla tavola quotidiana.
Ed infine l'olio, l'oro liquido, adatto per condire, per cucinare, per conservare (verdure e carni sottolio fanno parte della mia tradizione familiare) e per i mille rimedi casalinghi di mia moglie (dall'ungere i cardini sino a preparati con le erbe).
Per l'olio ad uso domestico basterebbero 30-35 piante, ma con 200 piante si avrebbe anche un reddito minimo utile al sostentamento del podere.
20- L'olmo. Pianta utilizzata per fabbricare utensili agricoli (resiste molto bene all'acqua e all'umidità). La legna non è molto adatta per essere arsa (anche se all'occorrenza ci si adatta), ma è comunque una pianta che fa ottima ombra, indicata per diverse cure tradizionali, discreta foraggera (le foglie) per le vacche.
Basterebbe anche solo averne un paio di piante vicino al pozzo, ma l'ideale è averne un sieponale lungo il fossi.
Può essere impiegata come tutore nella vigna per fare la vite maritata, oppure a capofila per reggere i fili del filare.
21- Il Salice da Vimini. Con le vettine (prima che spuntino le foglie) si fa un fascio, che poi viene abilmente tenuto a mollo (in acqua) e lontano dalla luce per i mesi a seguire. Le useremo per legare la vite (legatura del tronco), per legare le canne dei pomodori, per intrecciare panieri o simili.
Quando si ha il raffreddore o siamo affaticati da una giornata di duro lavoro nei campi, si usa succhiarne qualche foglia che, come dicevano i vecchi, ti tira su a modino.
Per evitare di usare spaghi e legacci di plastica, è bene averne diverse piante ed assicurarsi copiose scorte di vettini, pronti ai tanti utilizzi richiesti in campagna.
Quindi almeno 10 piante andrebbero tenute.
22- La Vite. Non può mancare nel podere la possibilità di fare il vino, ma anche di avere uva fresca da consumare, da appassire per i mesi a venire (per consumo diretto o per dolci), per la marmellata (ottime anche quelle abbinate alle pere o alle mele), per le gelatine, per i succhi di frutta.
Dopo la potatura i tralci vengono affastellati (raggruppati in piccole fascine), stivati e messi ad essiccare: alimenteranno il forno nel fuoco settimanale.
Inoltre, una volta che le foglie saranno cadute, la vigna rappresenterà un discreto pascolo per le mie capre, almeno sino al momento dell'occhiatura dei germogli.
Rigorosamente di varietà autoctone, o comunque toscane, alla faccia dei vitigni internazionali più blasonati, e con la convinzione che una vite autoctona avrà sempre minor bisogno di assistenza e cura (sopratutto per malattie ed insetti) rispetto ad una che ha "profonde radici storiche in quel territorio".
La vigna assicurerà il vino per la famiglia, ed anche solo 0.10Ha potrebbero assicurare la giusta quantità, ma se come per l'olivo si vuole provare ad avere un reddito, 1.00Ha  rappresenta un buon impegno per me, considerando che un'estensione maggiore avrei serie difficoltà a gestirla (vista la mole di lavoro che già ho oltre alla vigna).

Passiamo adesso alle cultivar da frutta.
23- Il Melo. Di varietà Decio (o Nesta), San Giovanni, Rossa di Firenze, Rotella ed altre.  Tutte toscane, e a maturazione a scalare, in modo da assicurarsi mele per molti mesi all'anno.
Per consumo fresco, per marmellate, per sciropparle, per essiccarle e per i succhi di frutta.
Almeno 15 piante per uso domestico (a me piace molto la mela).
23- Il Melograno. Purchè siano esposti il più possibile al sole, e riparati dai venti freddi di tramontana e grecale, sono immancabili nell'aia del podere o nell'orto.
Almeno 1 pianta.
24- Il Pero. Di varietà Volpina, Fiasca, Vernina, Briaca (o Cocomerina), Lardaia e Arancina. Tutte più o mno toscane, o comunque radicate nel territorio, a maturazione scalare.
Come per i Meli, per il consumo fresco dei frutti, per le marmellate, per essiccarle, per sciropparle, per fare le puree, per i succhi di frutta e per aromatizzare le grappe poco buone che mi hanno regalato.
Il legno di pero, semmai una pianta necessitasse di potature importanti, è molto duro è può essere usato come manico per martelli o utensili da colpo.
Almeno 15 piante per uso domestico.
25- Il Pesco.  Di varietà di Vigna e Saturnina.  Due varietà che fanno frutti piccoli, ma buonissimi.
Le piante possono essere messe anche nella vigna a capofila o fungendo da tutore direttamente alla pianta.
In tutto 10 piante tenute a corto (potate basse) possono bastare per la famiglia.
La frutta viene principalmente usata per il consumo fresco, per essere essiccate e per le marmellate.
26- L'Albicocco. La varietà precoce Toscana è molto diffusa, ma in annate di freddo marzolino ci possono essere cospicui cali di produzione.
La frutta, fresca e consumata direttamente (spesso proprio sotto alla pianta), o lavorata in marmellata, o sciroppata oppure essiccata, è una delle più buone che ci siano.
Poche piante, 3 al massimo, bastano per l'utilizzo familiare.
27- I Susini. La Verdacchia, la San Giovanni e la Coscia di Monaca sono le mie preferite.
Utilizzate come per le pesche, sono comunque molto presenti nei terreni del podere.
Circa 15 piante sono una quantità più che sufficiente a soddisfare il fabbisogno della mia famiglia, e degli animali che pascolano sotto di essi (galline e tacchini su tutti).
28- Il Ciliegio.  Rigorosamente nell'aia, la Varietà dolce detta Durona giugnola è forse la più apprezzata, assieme all'Acquaiola a pasta bianca.
Il Ciliegio Acido (o selvatico) è poi sono usato come tutori della vite, o come pianta da sieponali tra vari campi.
Sotto zucchero, nella grappa, in marmellata, ma sopratutto mangiate fresche e magari mentre vengono colte.
Almeno 2 ciliegi dolci ed un numero imprecisato di ciliegi acidi.
29- Il Fico.  Generalmente posto accanto al pozzo o nel pollaio.
Il Dottato, il Borgiotto nero di Firenze ed il Piombinese.
I fichi, oltre che per consumo fresco (ottimi con il pane appena sfornato), sono ottimi nella marmellata (per me una delle migliori assieme a quella di castagne e quella di more di rovo) ed essiccati (e poi accompagnati alle noci).
Le foglie secchie sono buone per alimentare il forno a legna o per pacciamare i carciofi.
Una pianta per vaietà, e quindi 3 in tutto.
30- Melo Cotogno.  Per la marmellata, almeno una pianta ci deve essere.
31- Noce. Pianta dai mille utilizzi, è certamente adatta per fare ombra nell'aia, per le noci, e per l'utilizzo del legname (dalla falegnameria alla stufa).
Con le foglie secche si alimenta il forno a legna, mentre con quelle verdi si possono rivestire le forme di pecorino che devono stagionare.
Con il mallo della drupe, colte rigorosamente il giorno di San Giovanni, si fa il nocino.
Inoltre le foglie ed il mallo è utilizzato anche per tingere le stoffe ed il legno.
Almeno un noce ci vuole, ma per me il giusto numero è di 3 piante.

Ci sarebbero molte altre piante, ma per praticità mi fermo qui, riservandomi di aggiungere qualcosa in un secondo tempo.































giovedì 21 novembre 2013

Le Liste di A.A.

Sta piovendo,
ed è una di quelle giornate dove il vento, il freddo e la pioggia paiono aver voglia di sfogarsi: come se fossero appena stati liberati dal Vaso di Pandora, picchiano violentemente sul tetto della casa, lasciano cadere le ultime foglie degli alberi, e mettono a tacere le tortore sui cipressi.
Il fuoco (anzi...i fuochi) in casa sono accesi, e mi concedo il lusso di scrivere al computer di prima mattina.

Qualche giorno fa parlavo con un mio amico agricoltore, ed assieme facevamo delle liste: liste sulle attrezzature agricole che ci servirebbero, liste sugli animali che vorremmo allevare, liste sulle lavorazioni da fare, liste sulle strutture mancanti in azienda, liste sui prodotti alimentari da realizzare, e così via.
Lui spesso sorrideva quando io parlavo delle mie liste, e quando facevo quegli elenchi per lui così strani, ma è mio amico e pareva comprendere.
Entrambi giovani agricoltori, entrambi equilibristi in questo mondo di precarietà, entrambi squattrinati, entrambi felici della propria scelta di vita, ma profondamente diversi sulla via da percorrere.
Lui, radicato nell'agricoltura convenzionale, con continui richiami alla chimica di sintesi, ai "nuovi prodotti agricolo-industriali", al " bisogna produrre tanto", alle alte cilindrate dei trattori, alla volontà di realizzare intensivo...
Io, radicato nell'agricoltura NON convenzionale e di matrice tradizionale e Naturale, convinto nell'escludere chimica di sintesi, alla continua ricerca di "rimedi antichi" per curare o prevenire, al "bisogna ascoltare la terra", alla rivalutazione della trazione animale integrata, alla volontà di diversificare le produzioni e mantenere sempre la dimensione umana del proprio operato...
Diversi, ma amici.
In queste nostre liste spiccavano tali diversità, anche se non nego che un bel gommato da 120 cavalli proprio schifo non mi farebbe...ma bisognerebbe vedere l'utilizzo che se ne andrebbe a fare.
Credo quindi che sarebbe interessante provare a fare delle liste, e a condividerle con tutti voi.
Le liste che farò:
Lista n°1: le colture (erbacee ed arboree) che facciamo/vorremmo fare
Lista n°2: gli animali dell'azienda ed il loro impiego
Lista n°3: trattori ed attrezzature agricole
Lista n°4: il podere e le strutture nell'azienda
Lista n°5: le produzioni e la vendita

Spero di avere abbastanza costanza e volta per volta cercherò di scrivere una lista cercando di condividere con tutti voi le motivazioni e accogliendo consigli, idee e critiche.

sabato 2 novembre 2013

Il mio Novembre

E' iniziato il mese di Novembre, e con lui inizierà il periodo della raccolta delle olive, verrà seminato l'orzo ed il favino per i maiali, le fave e gli agli nell'orto, e ci sarà da segare la tanta legna per l'inverno.
Novembre è un mese che generalmente poco viene amato: le giornate che si accorciano, la pioggia, la nebbia, il freddo...
Eppure, oltre che ad esser bello proprio per le cose sopra scritte, è il momento in cui la Natura "tira su la coperta": me la immagino proprio così, come se si preparasse al sonno invernale, ed in questo mese si coricasse nel letto e si ricoprisse con una grossa e pesante coperta fatta di mille foglie rosse e marroni.
Novembre è come quel momento in cui si sente che arriva il sonno e si decide di spegnere la luce del comodino, quando le palpebre si intorpidiscono e i movimenti delle mani si fanno pesanti.
Per me Novembre è proprio quel momento in cui sappiamo che Morfeo ci porterà con se e non gli opporremo alcuna resistenza.
Penso all'odore delle castagne sulla brace del camino, ai panni stesi ad asciugare che prendono l'odore di affumicato, mentre nel tegame cuociono i funghi raccolti al mattino.
Quel misto di malinconia e protezione che solo questo mese riesce a darmi, dove fuori il buio conquista presto le campagne, e gli animali non sentono alcuna sofferenza in questo.
In lontananza forse l'ultimo bramito di stagione di un capriolo, mentre i fringuelli fischiano al rientro serale.
Le nuvole basse sembrano ingoiare la collina ed il podere, e la luce diviene opaca.
Nell'orto il cavolo nero svetta superbo, mentre tutto il resto oramai muore: solo una zucca gialla è rimasta tra l'erba ormai alta, e la bietola tornata laddove era stata tolta.
Il rumore della pioggia sul tetto si alterna alle prime giornate frizzanti, dove l'aria entra diretta ai polmoni quasi a spronarli a tornare a respirare dopo tanta calura.
Una buona minestra di patate calda è quello che ci vuole, mentre dal baule ricompaiono le calze di lana ed i primi maglioni.
Il tasso se ne va dalla vigna lasciando il posto alle capre, mentre le foglie cadono ed un grande profumo di bosco mi avvolge il cuore.
Per me novembre è questo.

giovedì 26 settembre 2013

Orto di fine settembre

Visto che nel passato post vi ho tediato con discorsi noiosi, vi posto qualche foto dell'orto di fine settembre.
Mentre il cielo si fa scuro ed è in arrivo una perturbazione...

Il cielo sopra il podere 


...l'uva nella vigna avrebbe bisogno di un pò di sole per riuscire a maturare.
Il Sangiovese appare bello, ma il grado zuccherino è piuttosto basso ed il ph è molto alto.
Ci vuole pazienza.
Ed eccolo l'orto (potete fare il raffronto con il post del mese di luglio).
A destra le patate (con un Grande Aiuto dell'istrice) sono state tolte e la terra concimata e lavorata; a sinistra gli agli, le cipolle, le insalate, i ceci e le cicerchie non ci sono più, e la terra è stata concimata e lavorata.


 I pomodori pisanelli (Canestrino di Pisa) iniziano ad essere alla fine: quello di quest'anno non è stato un raccolto eccezionale per questa varietà, che sovente ha riscontrato difficoltà nella maturazione.
Il gusto di questo pomodoro rimane comunque inconfondibile ed ottimo (sempre molto dolce), ed il suo utilizzo può variare dal consumo fresco alla salsa.

Ma da anni seleziono e semino il Costoluto Fiorentino, vero re della tavola del mio podere.
Da molti non è apprezzato perchè costoluto (e quindi difficile da gestire), con molti semi e una discreta acidità.
Io lo adoro tagliato a fetta larga con sopra un filo d'olio buono ed un pizzico di sale: ne mangerei a quintali.
Le piante sono in piena produzione, e pago però il fatto di averle trapiantate a cavallo tra giugno e luglio, rischiando quindi di avere un raccolto che sarà compromesso dall'autunno.
Il fiorentino è comunque una pianta molto resistente, e qui al podere è quella che si dimostra più adatta a resistere per raccolte tardive.
Quest'anno le piante sono state trapiantate in alternanza con il basilico (che nella foto non si vede perchè raccolto di recente), e l'esperimento si è rilevato oltremodo soddisfacente.
Proprio di seguito ai primi pomodori di pisanello avevo messo, in alternanza con il sedano, delle piante di Peperone Pescarese.
In effetti poco ha a che fare con la toscana, ma mi erano stati regalati dei semi ed ho voluto provare a metterne alcune piante.
Da subito devo dire che l'accrescimento della pianta, e sopratutto lo sviluppo del frutto (con relativa maturazione) sono stati lentissimi, e solo adesso riesco a cogliere i primi peperoni maturi.
Si tratta (mi è stato spiegato) di peperoni dolci, che spesso vengono fatti seccare e poi utilizzati sotto forma di polvere per condire la pasta e gli insaccati.
Visto che quello di quest'anno è stato l'orto degli esperimenti, mi son permesso di provare.
Le melanzane sono state eccezionali, ed anche se a questo punto iniziano ad avere qualche problema con l'accrescimento del frutto, sono state il raccolto più abbondante di sempre.
Le piante si presentano ancora colme di frutti e fiori, e pare che proprio non ne vogliano sapere di terminare il loro ciclo.
Per mia somma gioia ne godrà la dispensa ed i tanti vasetti di melanzane sottolio che ancora ci saranno da preparare.
Scorcio di alcune delle tante piante di melanzane
E poi vengono i peperoncini piccanti (pemente).
Sulla destra s'intravede la mia piccola compagna di "lavori nell'orto".

Pianta carica di pemente mature
Lungo tutta la parte bassa dell'orto avevo trapiantato le zucche e queste sono solo una parte del raccolto.
Le varietà messe sono: zucca Turbante, zucca Marina di Chioggia, zucca Frisco, zucca del Pellegrino (o Bottiglia), zucca Quintale e zucca da Foraggio (o da Seme).
Tutte le zucche sono rigorosamente nate qui al podere, e provengono da semi selezionati da altre zucche precedentemente coltivate qui o (come per la Frisco) da altri Agricoltori che non usano chimica e mantengono la cultura del seme autoprodotto.

Alcune zucche poste a maturare al sole
Nell'orto poi abbondano i peperoncini rotondi (quelli da fare ripieni), e forse quest'anno ho esagerato a metterne così tante piante.
Come per le melanzane il lavoro sarà infinito.
Ci sono poi le piante di popone (melone), che hanno dato frutti piccoli ma dolcissimi, e che continuano a produrre ignare del freddo che sta per arrivare.
Bietole, insalate, sedano, cavoli verza, cavolfiori, broccoli, cetrioli parigini, peperoni quadrati gialli, peperoni da insalata verdi, friggitelli, borragine....e non mi par di scordare nulla: l'orto è anche questo.
Peccato solo che la pioggia di maggio/giugno non mi abbia permesso di trapiantare prima tutta questa abbondanza di piante...ma ogni anno è una storia a se, e questo è andato così: guai a prendersela!!!
Buon autunno a tutti.